"La parola non è un oggetto casuale..una merce di scambio..un codice di comodo..è la storia..l’intelligenza che adatta o reinventa..l’emozione che dà accenti..ritmi soavità e burrasca..aspetto..volto alla muta condizione del cuore..La parola ricorda..ricorda com’eravamo..perché siamo..come saremo..ricorda nell’intimo della sua essenza..in una memoria che sopravvive ai suoi nuovi colori e ai suoi vecchi significati..perché se le cose le ha create Dio..le parole sono le cose ricreate dagli uomini..è quel nome..la vita.."
(Roberto Vecchioni)
giovedì 31 luglio 2008
Nei Sentieri del Fauno
Pubblicato da
Ramino
alle
4.00
6
commenti
Etichette: Alpe Veglia, Arena, Capossela, Cisco, Dede, Dostoevskij, Einaudi, Lago Maggiore, Luna Rossa, Offlaga, Orfeo, Palio, Psiche, Redentore, Rimini, Shakespeare, Sigur Ròs, Tango, Tolstoi, Venezia
mercoledì 2 luglio 2008
Respiro del Sogno
(Fernando Pessoa)
Ma®x che cambia completamente la mia visione del mondo..e siamo quelli che ancora leggono Baudelaire..Rimbaud e Keats..che il primo seme del male è la televisione..e la tecnologia non ci salverà..che siamo su un treno che va a trecento chilometri all'ora senza meta e senza macchinista..ma si va in treno verso Venezia con l’ansia del desiderio che fa contare i minuti..lenti..disperando di raggiungere la felicità..il compleanno di Caty atteso come la vigilia di Natale..che con la Marcy e la Fra inseguiamo come Magi la nostra stella cometa..il fuoco di Sant’Antonio che non può fermare il ballo di San Vito..cuccioli di gatti che dormono sopra libri invenduti all’interno di una gondola che ormeggia asciutta nella libreria Acqua alta..davvero la più bella del Mondo..il Mondo che trova il suo crocevia nella Basilica di San Marco..ponte tra Oriente e Occidente che finalmente riesco ad attraversare..due volte per non sbagliarmi..incrociare sotto quel ponte il veliero Palinuro..splendida creatura vivente con la polena dorata a rappresentarne l'anima..scrutare il nocchiero di Enea reggere il timone..che dove vanno i marinai rimane un mistero..che alla fine si deve sempre ripartire..e ho bevuto decine di calici di vino per non pensarci perso nel Canal Grande..che adesso c'è soltanto il sentimento di un buio in cui stiamo sprofondando..manca solo che qualcuno tiri lo sciacquone..la congestione che per ore mi rivolta su dieci gabinetti diversi prima del volo..e i miei Mirò che sono artistici quanto gli originali..Barcelona rivolta al mare..il profumo della salsedine a guidarmi alla scoperta della sua anima marinara..dedali di viuzze scure rallegrati da ghirlande di panni stesi alle finestre tra palazzi medievali..ricordi dei fasti degli antichi armatori..Colombo ad indicare la via sbagliata..Santa Maria del Mar a ripararci nel suo grembo da una pioggia estiva..il porto aperto sul Mondo us(ur)ato..la paella marinera accompagnata da fiumi di vino tinto e orujo nella bettola O'pineiro di Dalì..un personaggio imperdibile..Barcelona dalle mille sfaccettature..Barcelona effervescente..Barcelona caleidoscopio di magie..come la Font Magica ai piedi del Palau Nacional a Montjuïc al crepuscolo della sera..la spettacolare esibizione di colori..luci..musica e giochi d'acqua è il respiro di un sogno..Ciccio che ricorda sulle note di In fondo al mar le allucinazioni da psilocybe di Amsterdam..e poi il momento che vale un viaggio..nell’ombra lucente la voce di Freddie Mercury che intona “Barçelona” è un brivido che mi fa fermare il cuore all’istante..la fontana che ricomincia a danzare quando tutto sembrava finito..proprio laddove vent’anni prima la cantò al Mondo intero insieme a Montserrat Caballè per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici del ’92..sensazione di stupore e meraviglia che si impossessa di ogni centimentro del mio corpo..l’emozione che fa piangere..e il tempo che ride come un fanciullo che bara per vincere sempre..che ogni ritorno è una falsa partenza..l’illusione di un movimento..e il mio è sempre un passo indietro..che tu mi dici che sono l’uomo del nulla e del tutto..e io che in tutta risposta non dico nulla..che c’è nella sbornia un indefinibile attimo di chiarezza..di certezza improvvisa..è la mia solitudine che si fa capolavoro..l’incantevole cornice della Villa Arconti per il concerto dei Nouvelle Vague..e Mélanie Pain che è pura sensualità francese..fascino misterioso e sconfinato quello delle donne d’oltralpe..come le strade che si possono intraprendere..che parto senza meta..con la macchina in riserva..l’orologio fermo e la testa al mare..che tutti noi come l’acqua che scorre siamo viandanti in cerca di un mare..che ho camminato per il Principato di Monaco con le mani in tasca e le tasche vuote..e la crepes non era nemmeno un granchè..che Emilio di Roccabruna signore di Ventimiglia è il mio eroe da quando sono (rimasto) bambino..e il mio vascello è un pedalò bianco che chiamo Folgore..e lì nel mare che brucia sotto il sole..in un tempo e in un luogo che è infinito..sentire chiaro come la spuma delle onde che la felicità è un'idea semplice..che alla sera ho le spalle arse dal sole e il cuore che si è fatto di sale..che il giorno del mio matrimonio sarà anche il giorno del mio funerale..perché il matrimonio è la tomba dell’amore e della poesia..e la poesia è in ogni luogo come tutte le romanticherie..siamo noi che spesso manchiamo..la festa di San Giovanni Battista alla Villa Reale di Monza..Paperino che si è svitato la testa perdendosi nell’erba..Franz santo da lunario senza passare per la beatificazione con la piccola Luna discesa in terra..che i santi stanno arrivando..dove venti di profezia parlano di dei che avanzano..dal cielo blu piovono lacrime di stelle a illuminare la notte..fuochi sacri..fuochi alati..fuochi estivi..sentimenti..risentimenti nel cuore..forze magiche..abbagli negli occhi visti nel riflesso di quelli della piccola Miranda..da dietro gli alberi la cavalcata delle valchirie imperversa in ogni dove..il Ragnarök è il destino che sta per compiersi..la fine che si fa impeto eroico..che nessun dorma è sublimazione epica..immense cascate dorate si stagliano lucenti contro l’oscurità..sono stelle che tremano d’amore e di speranza..l’ultima speranza nell’intangibile fragilità senza fine..l’orizzonte mozzafiato placa l’inevitabile distacco..vivifica l’inconcepibile spazio della bellezza..dilegua o notte..tramontate stelle..che all’alba non me ne importa niente di chi vince..l’importante è che a perdere non siano i poeti..
Pubblicato da
Ramino
alle
1.00
0
commenti
Etichette: Ballo San Vito, Barcelona, Basilica San Marco, Baudelaire, Font Magica, Freddie Mercury, Fuoco Sant'Antonio, Keats, Monaco, Nouvelle Vague, Palinuro, Rimbaud, San Giovanni, Venezia, Villa Reale, Vino
giovedì 5 giugno 2008
Luna Rosa
Amicizie scrostate come intonaco dal muro..Amori immaginari che bruciano come sigarette senza filtro..Il mio Io che è uno sforzo costante per risalire controcorrente la cascata del mio fiume..Il Signor Ugo che ci raccomanda senza fortuna al futuro che non avremo..L'epopea di ogni uomo..Quell'uomo che invidia l'animale che subito dimentica..Max e la ricerca dell’oblio per lib(e)rarsi dal peso del passato..Il Concerto n. 5 in Mi bemolle Maggiore opera 73 "Imperatore" di Beethoven sulla mia 313 di Paperino in una notte di diluvio locale..Il monologo sull'affettatrice malinconica alla Villa Arconati..I miei acquererelli che fanno acqua da tutte le parti..Lo Spazio Petardo che mi ha spazientito perchè non tutti i patardi vengono con il botto..Il vino che fa buon sangue ma il sangue che non rende nemmeno un goccio di vino..Caty laureta in storia e in critica dell'Arte alla Statale..La mia coscienza (qualora ne avessi una) che si ribella al mio stato di primate che non ha voluto evolversi a essere umano..La Madonna con bambino rovinati dagli acidi..del restauro..Che l'Arte è l'emozione senza desiderio..Una partita a scacchi con la Dony alla Buca di San Vincenzo..Osservare che i pezzi degli scacchi sono l'alfabeto che plasma i pensieri che esprimono la bellezza astrattamente..Eppur violenti e crudeli come gli uomini in guerra..Il jazz che è musica della venuta..musica che crea..ma che se devi chiedere cos’è non lo saprai mai..Scoprire ora che Dio è un potenziale jazzista..Il matrimonio bagnato di Paola e Federico..Il matrimonio che è la prima causa di divorzio e che finisce per trasformare l'ex marito nell'INPS..Il ricevimento che mi ha fatto cantare ballare sbronzare e rimettere in casa degli sposi..La salute che vien bevendo sempre dopo un Montenegro..Il Tato sbronzo anche lui che canta e la dedica a quelli con la fiamma sul cappello e a quelli che usano il manganello..Ciccio testimone di sua sorella con la cravatta e i gemelli rossi di Armani Made in Congo..ma il vestito è cosa serissima..La maglietta rossa con la scritta CCCP con lo scotch di carta giallo autografato da Franz al torneo di calcio aziendale..Che perdiamo..Il treno sull’istmo della Laguna al tramontar del sole..Toccar il suolo di un luogo che non è nè terra nè mare nè cielo..Respirare il profumo di donna che non c’è..I passi lenti a contarsi uno dopo l’altro fino a perdersi per poi ricominciare daccapo..Il cuore che batte addosso come se fosse la prima volta..Note di tango argentino in un Campo senza fiori..Coppie che danzano di passione al soffio della brezza della sera..Lacrime calde trattenute a forza come le tasse dalla mia busta paga..Un giorno verrà la notte e avrà i suoi occhi..Per morire a Venezia come un pesce in una fontana mangiato da un gabbiano..Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai..Per occhi che non vedrai mai..Se non gli ultimi..Quelli del gabbiano..Morire come è morto mille volte almeno il mio cuore che è vissuto morendo..Nascondersi stretti dietro alla propria notte..e chi pensa che la barba sia saggezza..Intervalli lunghi..scrivere..cancellare..riscrivere..Il mare che rifluisce..il mare che mi sopraffà..mi seppellisce..mi invade..mi sommerge..mi butta a letto nel torpore..il mare che un nome ce l’ha..Mediterraneo..che lo vedi..che lo mangi..che lo scopri..che lo preghi..che lo soffri..e poi ci muori..anche lui..La Grecia che mi canta e mi incanta..La Spagna che mi induce in tentazione per liberarmi dal male..Prossima fermata Barrio dell’assenza dal mio Io a Barcellona..Che si va sempre altrove a cercare quel qualcosa che non troviamo..Allontanarsi sempre senza arrivare mai..Caparezza e Jhonny che dal Lazzaretto di Bergamo mi avvertono di stare Fuori dal Tunnel..La scatola nera che mi delizia con una sfilata di moda ai Fori Imperiali per la festa della Repubblica a mano armata..Un uomo che si rispetti non ha patria..Chi proprio ne cerca una di patria se la ricostruisce dove vuole sotto un qualsiasi lembo di cielo..La tolleranza zero..Quando avranno finito con gli zingari..gli omosessuali..gli ebrei e i comunisti li aspetterò come un pisano sull’uscio di casa..Notte a vagabondare su Spicchio di Luna Rossa senza freni..hanno dei problemi esistenziali..La corsa con un topo sulla strada del ritorno..il topo che vince allo sprint..Diciotto giorni al Solstizio d’Estate..Mi accompagno a un Chianti..Pak si lascia coccolare senza mordere..Capossela da voce alla mia pena dell'anima..Santissima Trinità a cui ho votato la mia serata..Fuori il cielo è di cenere e piove acqua sporca..Sono rassegnato a questa anormalità di Giugno..Poi uno squarcio di luce..improvviso e inatteso..Alle 23.40 è nata Luna..3,440 Kg di morbidezza tra gli spigoli arrugginiti di questo mondo..Franz è papà per la seconda volta..Yara ha la sorellina che aspettava..Ascolto come una dedica Pink Moon di Nick Drake..L'ascolto col cuore..E' tutto ciò che posso donarvi ora..In questo vostro tenero e unico magico momento..
Benvenuta Luna!..
“L'ho visto scritto e l'ho sentito dire
(Nick Drake)
Pubblicato da
Ramino
alle
0.30
6
commenti
Etichette: 313, Arte, Barcelona, Bellezza, Caparezza, Capossela, CCCP, Dio, Grecia, Jazz, Luna Rossa, Mediterraneo, Montenegro, Pak, Saggezza, Scacchi, Spagna, Venezia, Villa Arconati, Vino
mercoledì 7 maggio 2008
Luci Fredde

e andiamo a vedere i colori delle ciminiere
Mi muovo con calma..finisco di ascoltare “Piromani” e di bere l’ultimo goccio di una bottiglia di vino che non chiedeva nulla se non di essere finita..
Passo a prendere Jhonny..tagliamo in due la città sotto un cielo notturno illuminato a giorno da stelle cianotiche e in poco tempo siamo al Magnolia..
Stasera ci sono Le Luci della Centrale Elettrica..
Sono curioso e ansioso di vederlo suonare dopo una settimana di persistente presenza nel mio Zen..
Il locale Arci è semideserto quando arriviamo..e allora mi chiedo quanta gente potrà mai venire in un caldo martedì di primavera a sentir cantare il ferrarese Vasco Brondi nel caldo buco del Magnolia invece di andare ad ubriacarsi di veleno tra i fumi di smog per le strade della Milano da bere..
Prendo una birra media..usciamo all’aperto e per ammazzare il tempo puntiamo dritto verso il calcetto..
Cerco due persone per giocare..fermo due ragazze poco distanti e le chiedo se vogliono aggregarsi..
Una è disponibile e gentile..l’altra è visceralmente antipatica..vestita per le Guerre Stellari la tipa si atteggia e sibila come Carla Fracci dietro ai suoi occhiali da sole anni ‘70 che sono due televisori spenti..
Miss occhi di criptonite celati dietro a due saracinesche trova il calcetto sterile perché a suo dire solo gli spagnoli potevano inventare una roba così inutile..
Dopo vari tentativi di convincerla anche da parte della sua amica gioca con me..
Quasi non le tocca nemmeno le stecche la venere brianzola..forse crede che siano un ricettacolo di batteri e di virus nemmeno si trattasse di dover impugnare due siringhe infettate..
Perdiamo nel breve tempo di una canzone del nuovo bell’album degli Afterhours che il DJ passa in sottofondo..
Lei sa tutto dell’arte perchè è artista vera..se la tira da paura..
Moderna rompipallesnobistasupponentealtezzosa che crede che il Caravaggio è uno dei tanti perché lei saprebbe fare meglio le semplici nature morte del Merisi..
In due secondi due la demolisco..
Disgustata dalla mia eresia le viene un giramento di testa e se ne va..
Addio fottiti e non aspettarmi..
Si chiama Fulvia..
Quando la incontrate usate il napalm!..
Intanto dentro c’è movimento..
Il concerto stà per iniziare..
“Noi siamo Le Luci della Centrale Elettrica”..
Il noi è solo lui..ma stasera ha ragione..non è solo..
Ad accompagnarlo sul palco alla chitarra elettrica c’è niente di meno che il padrino che lo ha scoperto..il grande Giorgio Canali (CCCP-CSI-PGR-Rossofuoco)..
Le Luci della Centrale Elettrica si accendono da sé..come insegne in una notte di provincia..La chitarra acustica è maltrattata..quella elettrica presa a pugni con sequenze sonore quasi ipnotiche spesso basate su due soli accordi che ricadono l'uno nell'altro come una condanna..come un pendolo..come le cose della routine..
Il cantato è sussurrato..urlato..strillato..con una voce che sa di Rino Gaetano moltiplicata ed effettata con esiti schizofrenici..
Le liriche distorte di Vasco sono quanto di più suggestivo attualmente si possa trovare..
E’ amarezza che ti entra sottopelle..è tutto ciò che ti sta intorno e ti schifa che ti viene sbattuto in faccia..è musica che nella sua visceralità non puoi fare a meno di ascoltare e riascoltare..
E’ il dolore malsano..la disperazione quotidiana..il passato in un loop feroce..l'immediatezza del ricordo..l'esserci di colpo e senza compromessi..
L'Italia delle Luci della Centrale Elettrica è un paese alienante ed alienato..solo un malato nervosismo ed esplosioni di rabbia incontrollabili possono permettere di vederlo sotto i suoi vestiti e le sue maschere..
I panorami paranoici dell'Emilia Romagna..l'alienazione della pianura abituale e della riviera inutile e ancora quel senso di bruciore di chi da qualche parte c'è stato e ci si è stretto per il freddo..
Vasco parla e suona di tutto questo..con la sua chitarra amplificata dagli accordi a volte ossessivi..con una voce abrasiva e immagini evocative e con qualcosa da dire che ci riguarda in maniera dolente..
Ascoltarlo lascia quel gusto amaro e il nero su per il naso come dopo una passeggiata in mezzo ai camion..Canta per immagini di accostamenti sbagliati..di aforismi liberamente componibili..paesaggi urbani e giornate in cui spesso ti trovi a maledire le diecimila case sfitte perchè non hai nemmeno un posto per scopare con lei..invidiando le ciminiere perchè hanno sempre da fumare e tanto per trovare qualcosa da fare non ti resta che andare a vedere le luci della centrale elettrica..
Dieci pezzi (Canzoni Da Spiaggia Deturpata) che sono la commistione di un'accesa propensione poetica e di una domesticità cruda..insopportabile..di un realismo secco..
Il massimo della poesia accanto al massimo della prosa..come in una proporzione dove bisogna disegnare la corrispondenza tra sogni troppo alti e un presente di merda..
Ci sono la cena a lume di televisore e le caverne universitarie dove vagano studenti con il mal d'Amsterdam mentre altri si impiccano in garage lasciando come ultime volontà le poesie di Vian..
C’è chi per andare dalla propria ragazza vorrebbe un volo a basso costo della Ryan Air..ma invece si rimane a fare i pendolari tra cittadine provinciali e realtà post-industriali con la polvere da sparo sui davanzali (Ferrara e Milano) dove per guadagnarsi quattro soldi di sopravvivenza si va a fare i camerieri a Berlino o ci si immerge in uno dei tanti pochi lavori temporanei dove magari si possono coltivare distrattamente altri amori interinali..
Quelle di Vasco sono parole che servono a capire gli incubi dei pesci rossi..testi in cui vi è pressata una generazione che nessuno aveva ancora cantato..
Ma c'è anche una sostanza musicale di tutto rispetto fatta di continue variazioni di effetti di ritmi serrati che cadenzano quelli delle macchine nella circonvallazione..di tregue quiete e inquietanti in mezzo all'inferno di traffico e rumori e di impennate violente..
Queste sono le luci che Vasco ci mostra..luci fredde che graffiano impietose nel buio instabile..
A fine concerto Jhonny mi guarda..annuisce convinto con la testa e dall’alto della sua saggezza mi esprime tutto il suo pensiero in poche significative parole..
“Questo è Punk 2.0”..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
4
commenti
Etichette: Afterhours, Cantautori, Canzoni da spiaggia deturpata, CCCP, Concerto, CSI, Giorgio Canali, Le luci della centrale elettrica, Magnolia, Milano, PGR, Rino Gaetano, Rossofuoco, Vasco Brondi, Vino
giovedì 1 maggio 2008
Cuccioli del Maggio
che tutto sia come prima
(Fabrizio De Andrè)
In principio fu la fabbrica..
Prima della fabbrica neanche esisteva il lavoro o se esisteva quelli che lavoravano erano mille pedine prese singolarmente..ma non erano né individui né collettività..
Senza fabbrica non c’erano le masse..
La fabbrica creò la classe..i sindacati..i partiti..la coscienza di sé..
Quando Karl Marx e Michail Bakunin smisero di litigare cominciò il divertimento..
I lavoratori uniti in sindacati e partiti ottenevano di più che atomizzati..
Esistevano le masse e Ford capì che poteva torcere il braccio e la coscienza di classe perché gli operai sognassero di consumare gli stessi prodotti che fabbricavano..
Tuttavia a quell’epoca erano i capitalisti quelli che si atomizzavano..
L’economista inglese John Maynard Keynes teorizzò l’alleanza tra capitale e lavoro sotto la conduzione dello Stato..
Ciò..specialmente nell’Europa ricca..fu sufficiente per allontanare le sirene del socialismo reale con diritti..sicurezza sociale e lavorativa..
Finita la guerra fredda..finì la necessità di una tregua tra capitale e lavoro..Almeno non era più necessaria al capitale..
E così..dopo la guerra fredda iniziò un’altra guerra..contro il lavoro..
C’erano Ronald Reagan..Margaret Thatcher e centinaia di loro epigoni..
Vinsero epiche battaglie contro minatori e lavoratori statali condotti da una sola logica..sconfiggere il potere dei lavoratori organizzati.
La fabbrica fordista continuava ad essere produttiva in termini economici ma aveva un difetto..lì i lavoratori..a volte decine di migliaia..si univano e continuavano a guardare a se stessi come classe..
Utilizzarono la teologia del libero mercato..una strana religione che accende ceri ad una mano invisibile che tutto aggiusta e aiutandosi con le differenze tra nord e sud..ovest e est..il capitale fratturò sistematicamente la classe operaia..
Le grandi fabbriche cominciarono col conto terzi e finirono per delocalizzare..
Gli Stati Uniti avevano il Messico e con l’ALCA volevano avere tutta l’America Latina..
Milioni di lavoratori qualificati..sopravvissuti al fallimento del socialismo reale..
Quando il comitato centrale del Partito Comunista Cinese decretò che “arricchirsi è glorioso” spazzò via tutto..Compresi quello che prima avevano applaudito..
Per i lavoratori cinesi era necessario credere nella reincarnazione..le condizioni di centinaia di milioni di loro somigliano alla Manchester studiata da Karl Marx..
Nel frattempo milioni di giovani proletari affondavano nei settori informali o migravano..
Per i sacerdoti della mano invisibile..l’unica cosa importante del lavoro era il suo costo basso..
Come storici definiamo il XX secolo in molte maniere..per le masse..per la Shoah..per le grandi guerre..
Ma se qualche ragione poteva avere Francis Fukuyama..quando proclamò la fine della storia e il trionfo del liberismo economico..allora il XXI secolo potrebbe passare alla storia come il secolo della precarietà e il povero XX secolo passerebbe ad essere il rimpianto secolo della quasi inclusione sociale..
Per questo festeggiare..e soprattutto manifestare oggi il Primo Maggio..significa dover riscoprire il valore dell'impegno e della partecipazione veri..a partire dalla sfera individuale..per crescere come donne e uomini nuovi..per maturare una coscienza critica e un pensiero autonomo..
Per sedimentare rabbia e consapevolezza dei rapporti di classe in questa società..
Per decidere definitivamente da che parte stare..
Per intraprendere..come gatti neri e selvaggi..il cammino di una liberazione che non passa per le sagrestie..per le segreterie politiche..per le aule consiliare e i parlamenti..per l’urna elettorale..ma passa per la strada..per il quartiere..per la casa..per il posto di lavoro..la scuola..la campagna..il cantiere..attraverso la costituzione di comitati di lotta..sindacati di base..organismi autorganizzati..per schierarsi..difendersi e lottare per un mondo migliore..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
0
commenti
Etichette: Capitalismo, Fabbrica, Francis Fukuyama, Henry Ford, John Maynard Keynes, Karl Marx, Lavoratori, Lotta di Classe, Margaret Thatcher, Michail Bakunin, Ronald Reagan, Sindacati, Socialismo
giovedì 24 aprile 2008
25 Aprile
(Piero Calamandrei)
Albert Kesselring..generale tedesco con il grado di feldmaresciallo..comandò le forze armate germaniche in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale tra il 1943 e il 1944..
Venne catturato nel 1945 e a fine conflitto..nel 1947..fu processato e condannato a morte per crimini contro l'umanità e per i numerosi eccidi che l'esercito nazista commise ai suoi ordini..
Tra le stragi più efferate sotto il suo comando vi furono l’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma..dove 335 civili furono massacrati come atto di rappresaglia per un attacco eseguito da partigiani contro le truppe naziste e l’eccidio di Monte Sole (più noto come la Strage di Marzabotto) in cui vennero uccise oltre 800 persone nel quadro di un'operazione di rastrellamento di vaste proporzioni diretta contro la formazione partigiana “Stella Rossa”..
Successivamente la condanna a morte fu tramutata in ergastolo..ma Kesselring venne rilasciato nel 1952 per le sue presunte gravi condizioni di salute..Tale gravità fu smentita dal fatto che dopo la scarcerazione visse altri otto anni libero nel suo paese..
Kesselring fu immediatamente accolto come un eroe e un trionfatore dai circoli neonazisti bavaresi e divenne il leader federale dell'organizzazione "Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten” (Elmo d'acciao, federazione dei soldati del fronte) di reduci neonazisti..
Morì senza mai aver rinnegato nulla circa il suo operato durante la guerra..né la sua incondizionata fede in Hitler..Ma soprattutto..sostenne di non essersi mai pentito di ciò che aveva fatto durante i 18 mesi nei quali tenne il comando in Italia ed anzi dichiarò che gli Italiani..per il bene che secondo lui aveva loro fatto..avrebbero dovuto erigergli un monumento..
In risposta a queste affermazioni Piero Calamandrei scrisse la celebre epigrafe (recante la data del 4.12.1952..ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti)..“Lo avrai, camerata Kesselring..” il cui testo venne posto sotto una lapide ad ignominia collocata nell'atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura condanna al criminale nazista..
E’ lì..per chiunque tenti di sminuire..di infangare o di cancellare la storia della Resistenza..nel misero tentativo di equiparare i repubblichini sostenitori dei nazisti ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati..
E’ lì..perchè nel ricordare i Caduti e nel rinnovare la difesa della democrazia e dei valori di libertà..giustizia..solidarietà e pace che hanno animato la lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica..oggi..come ogni 25 Aprile..affinchè lo sappiano bene tutti i neofascisti..scenderemo nelle strade e riempiremo le piazze per gridare a gran voce..
“Ora e sempre Resistenza!”..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
19.00
0
commenti
Etichette: 25 Aprile, Albert Kesselring, Costituzione, Duccio Galimberti, Fascismo, Fosse Ardeatine, Lapide ad ignominia, Nazismo, Partigiani, Pietro Calamandrei, Resistenza, Stella Rossa, Strage di Marzabotto
domenica 20 aprile 2008
Cuore di Neve
Pubblicato da
Ramino
alle
23.00
6
commenti
Etichette: Asisyai, Carmina Burana, Charlie Chaplin, Clown, Leonid Engibarov, Marcel Marceau, Neve, Paolo Conte, Pierrot, Slava Polunin, Slava's Snowshow, Teatro Strehler
mercoledì 16 aprile 2008
Lacrime Bianche
(Offlaga Disco Pax)
Fuori la pioggia batte sui vetri rendendo la lunga notte ancora più triste..
Piango..come il busto di Lenin a Cavriago..
Piango..come piangerebbero oggi i vari Gramsci..Togliatti e Berlinguer da una parte e Turati..Nenni..Pertini dall’altra..
Ho ancora impresso negli occhi i numeri e i volti dei vincitori e dei vinti..
Com’è distante oggi il Partito Comunista che prendeva il 34,4% e più di 12 milioni di voti..
Oggi quello che ne rimane di quel grande partito arriva a malapena al 3%..
Ho guardato le immagini delle tribune elettorali..senza audio..per non dar voce a chi non ho votato e a chi non mi rappresenta..e ciò che mi ha colpito di più sono stati gli occhi di Bertinotti..
Anche lui ha pianto..
Io..come almeno altre tre milioni di persone non ho votato il progetto nato morto della Sinistra Arcobaleno..
Soffro..ma non mi pento..il mio voto dato all'Italia dei Valori me lo tengo stretto..
La colpa va ricercata tra i dirigenti e i rappresentanti dei partiti stessi che hanno ignorato la propria storia..rinunciando alle proprie radici..e non ne faccio una questione di simbolo!..e tradendo ripetutamente e sistematicamente la fiducia dei propri elettori..
E ora..a chi si chiede che cosa ci resta da fare a fronte di una destra dilagante io rispondo..tutto!..
Ci resta da rifare la sinistra..“Ripartire o perire”..
Anni fa..al tempo dei girotondini (che torneranno presto!)..ricordo che al termine di un concerto di Vecchioni tenutosi allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni..riuscii ad entrare nello spogliatoio per potergli dire poche parole e quando mi trovai dinanzi a lui gli dissi..“Roberto continua a lottare!”..e lui battendomi la mano sulla spalla mi rispose testualmente..“Sempre ragazzo!..con le unghie e con i denti!”..
Ecco chi sono i miei punti di riferimento..Ecco che cos’è la politica per me..
La politica si fa nella gente..tra la gente e per la gente..non viaggiando per le piazze a scopi meramente elettorali senza più fermarsi fuori dai cancelli delle fabbriche..
L'antifascismo è militante..non seduto sullo scranno da parlamentare..non con un auto blu e stipendi e pensioni da vergogna rispetto alla classe proletaria..
La lotta di classe si fa fuori dalle aule parlamentari ormai vuote di ogni significato politico ma piene di condannati..prescritti..indagati e rinviati a giudizio..
Dunque bisogna lottare non violentemente..lottare culturalmente scardinando il berlusconismo e ciò che sta dietro a lui per ricondurre la gente ad un pensiero più umano e giusto..
Educando..facendo aprire gli occhi..rifornendo ancora gli strumenti culturali della lotta di classe..non-violenta e cosciente..
La sinistra siamo noi..
Noi abbiamo ancora una volta in mano la difesa dei diritti dei più deboli..la solidarietà nei loro confronti..il raggiungimento del benessere comune (non inteso come benessere economico)..la difesa dei valori dell'antifascismo..della Costituzione..delle regole democratiche e delle Istituzioni..Non tarderà molto a che questi valori siano fortemente attaccati..
Abbiamo avuto la nostra Caporetto..una disfatta devastante di proporzioni inimmaginabili..
Ora stà a noi conquistare una nuova Vittorio Veneto..
Certo..con queste elezioni ci avviamo verso il 'ventennio berlusconiano'..
Per la seconda volta nella storia di quest’Italia..la Democrazia è politicamente e culturalmente morta..
Per qualcosa di tanto sacro e tanto nobile stanotte il lutto è un obbligo..
Ma adesso è il momento di crederci davvero..di far vedere che ci siamo ancora e che nessuno ci ha cancellati con un voto..
Da domani l’obbligo sarà la lotta..seppur pacifica..
Davvero dobbiamo fare una seconda Resistenza..Dopotutto chi non ha memoria e non impara mai farà ripetere alla storia sempre gli stessi errori..non si può capire il presente senza coscienza storica..e se non si capisce il presente non lo si sa nemmeno gestire..
Dunque l’innovazione ed il cambiamento consapevole risultano impossibili..Attiviamoci e collaboriamo più che mai..Rimbocchiamoci le maniche e a quanti in questo momento soffrono e sono lacerati dico..impugnatele la vostra rabbia e la vostra sofferenza!..Esse sono il distillato di quanto di più prezioso vi sia in voi..cioè della vostra intelligenza e razionalità..nonché dei nobili sentimenti e degli alti principi che vi guidano..E’ il meglio che c’è in voi che in questo momento sta sussultando e squassandosi..Ed è il meglio che c’è in voi che dovete proteggere e far fruttare..Per questo cavalcare la forza di tale sano e lodevole impeto è quanto di più saggio potremo mai fare..
Buon lavoro a tutti..
“Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato..Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi; che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni; che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti; che la professionalità e il merito vadano premiati; che la partecipazione di ogni cittadino alla cosa pubblica debba essere assicurata..Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell’economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche - e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC - non funzionino più, e che quindi si possa e si debba discutere in quale modo superare il capitalismo inteso come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo della crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione.
È un delitto avere queste idee?”..
(Enrico Berlinguer)
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
3.30
6
commenti
Etichette: Arcobaleno, Berlinguer, Bertinotti, Cavriago, Girotondini, Gramsci, Lenin, Nenni, Offlaga Disco Pax, Partito Comunista, Partito Socialista, Pertini, Resistenza, Togliatti, Turati, Vecchioni
domenica 13 aprile 2008
La Domenica delle Salme
(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001)
Parole che leggo e rileggo prima di uscire di casa..
La sezione 562 si trova al primo piano della scuola elementare Jacopo Dal Verme..
Fin da quando sono bambino so che quest’ultimo è stato un condottiero che nel 1391 sconfisse i francesi ad Alessandria con milizie esclusivamente italiane..Provo a prendere la cosa di buon auspicio..immaginando come sarebbe bello se chi oggi si crede la reincarnazione di Napoleone possa capitolare definitivamente a colpi di voti come di spada..
Ma so benissimo che la mia è pura illusione..
All’interno della stanza non c’è nessun elettore..tutto è tranquillo..tutto è in ordine..ogni cosa è al suo posto..
Resto sulla soglia per qualche attimo e come in una vignetta di Vauro mi dico a me stesso più e più volte che ‘si può fare’..ancora per questa volta..questa volta soltanto..l’ultima..
Alla fine mi ci vuole un certo sforzo per presentarmi con coraggio nel mio seggio..
Le cabine sono tutte libere e mi viene indicata la numero 1..
Apro la scheda rosa e con relativa fermezza voto prima alla Camera..
Quando apro quella gialla del Senato mi sento fin da subito richiamare dai colori dell'Arcobaleno..questo perché come capolista in Lombardia è stata candidata Rita Borsellino..ovviamente la cosa non può che farmi piacere..ma ho già deciso di non ridare il mio voto a Bertinotti..perchè mi ha stufato..inutile ricordare le gravi colpe del Faust sulla caduta del primo Governo Prodi..e poi non ha mai sognato contratti metalmeccanici..ma direttamente la presa del Palazzo e lo ha pure realizzato..in proprio..con quello di Montecitorio..
Distolgo quindi lo sguardo e vergo per la seconda volta il simbolo dell'Italia dei Valori..
Avrebbe anche potuto uscire sangue dalla punta della matita..tanta è la sofferenza e il dolore che provo verso queste ennesime elezioni farsa..
Già è così..nessuno parla più del 2006 (come se fosse passata un’eternità) e di come allora i vari brogli hanno ridotto l'assenteismo a una percentuale pressochè uguale in tutte le regioni..anche laddove era del 20% si è ridotta magicamente al 2%..Queste sono elezioni antidemocratiche senza Preferenza dove il voto di ognuno ha un valore diverso a seconda della regione in cui si vive..dove chi sta sotto alla soglia di sbarramento non sarà mai rappresentato nonostante abbia ricevuto centinaia di migliaia di voti..in qualche caso più di un milione..
Ripiego le due schede e le infilo dentro ai due scatoloni..
Esco fuori..sono disgustato..
Tutto è troppo bello..tutto è troppo pulito..anche le persone mi sembrano più buone e stranamente persino serene..
Io invece mi sento come un randagio che di sua spontanea volontà si è recato al canile tirato a lustro per l’occasione..per farsi fare una bella dose di democrazia partecipativa..
Mi guardo in giro..e più guardo e più respiro bene quest'aria..più ho la sensazione che ci si ritrovi ad essere né più né meno che in un qualsiasi paese dell’Est dopo la caduta del muro..Tutto qui è davvero fermo..tutto è immobile..l’aria è stantìa..l’ordine..il buonismo e la serenità sono solo finte apparenze..
Più passano gli anni e più il futuro fa paura a tutti..anche a chi cerca di non farlo vedere..ma se il muro a Berlino è caduto..qui ce l’hanno tirato su..non lo vediamo ovviamente..non è un muro di cemento e filo spinato..è un muro più astratto..ma c'è..e noi tutti siamo dall'altra parte..che è la parte sbagliata di quel muro..
Questa è la libertà che ci è stata imposta..
Lenin direbbe che “la democrazia è uno stato che legittima la sottomissione della minoranza alla maggioranza..ed è paragonabile ad un'organizzazione istituita per l'uso sistematico della forza di una classe contro l'altra..di una parte della popolazione contro l'altra”..
Io non so se sia veramente così..credo che il concetto di democrazia sia un’altro..credo nella democrazia greca e in particolare in quella ateniese..ma quando i molti (la casta) governano e pensano soltanto a contentar se stessi si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa..la tirannia mascherata da libertà..
Democrazia e Libertà..quali meravigliose utopie..
Dalla strada continua ad arrivare gente..le osservo interessato..ci sono molte persone anziane..
Molti di loro lo so..sono stati in un passato che pare sempre più lontano..partigiani..strenui difensori della libertà contro le infamie della dittatura fascista..perchè il mio quartiere..l'Isola..è così..lo è stato ai tempi della Resistenza e lo è tutt’oggi..l'ultima roccaforte rossa di una città sempre più nera..
E ne sono orgoglioso..
Mi arriva un messaggio che mi distrae dalla moltitudine di pensieri..
Jhonny mi scrive che avevo ragione io..contro ogni previsione di pioggia oggi c’è il sole..
E’ vero..è una domenica di sole..la giornata è molto bella e l’aria è primaverile..
Da lontano sento suonare a festa le campane di una chiesa..
Mi sembra di vivere tra le righe de “Il Sabato del villaggio” di Leopardi..
Ma oggi non è Domenica?..
Ma soprattutto mi chiedo che cosa diavolo ci sarebbe da festeggiare?..
Libero dalla catena la piccola Spicchio di Luna Rossa..
Getto un’ultima occhiata sulla scuola..
Poi mi volto verso Piazza Archinto e me ne vado..
Me ne vado sconfitto..
Perché oggi mi hanno preso tutto..
Con oggi ci hanno davvero preso tutto..
E con un sole e con un cielo così..
Penso che neanche Dio sia poi così tanto democratico..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
10
commenti
Etichette: Democrazia, Elezioni, Giacomo Leopardi, Indro Montanelli, Isola, Italia dei Valori, Jacopo Dal Verme, Milano, Muro di Berlino, Partigiani, Piazza Archinto, Politica, Resistenza, Vladimir Ilyich Lenin
martedì 8 aprile 2008
Aria di Rivoluzione
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
4
commenti
Etichette: Abramo Lincoln, Antifascismo, Antonio Di Pietro, Costituzione, Elezioni, Enzo Biagi, Friedrich Nietzsche, Giorgio Gaber, Indro Montanelli, Italia dei Valori, Karl Marx, Marco Travaglio, Politica
sabato 29 marzo 2008
Imperativo Morale
(Milan Kundera)
C’è una voce che da un angolo recondito della mia testa mi ripete ogni giorno sempre la stessa frase..
“Non votare..è l’unica scelta che ti è rimasta!”..
Questa voce mi invita a non legittimare con il mio voto una legge elettorale scritta e votata dalla Casa Circondariale delle Libertà..Una legge “porca” per stessa ammissione di chi l’ha ideata..incostituzionale e antidemocratica che impedisce il voto di Preferenza..
Questa voce mi spiega pazientemente che anche se votare significa esercitare un mio diritto..alle prossime elezioni recandomi alle urne non farei altro che rendermi complice di un sistema politico in uno stato avanzato di decomposizione..
Questa voce mi prega di non dare il mio voto per dissentire dal parassitismo e dalla decadenza della maggior parte dei partiti politici..
Questa voce mi spinge a non votare nella speranza di una riconquista dello Stato da parte dei cittadini..
Questa voce è la mia coscienza..
E questa voce come me la sentono in molti..larghi strati di cittadini democratici e dunque antiberlusconiani nel quale circolano due tentazioni..Annullare il voto (o non andare proprio) o votare la Sinistra Arcobaleno di Bertinotti per non seguire la svolta centrista del Partito Democratico di Veltroni..
Tentazioni comprensibili che hanno dalla loro moltissimi argomenti..
Che fine hanno fatto tutte le richieste stranote in fatto di conflitto d’interessi..giustizia..pluralismo televisivo..modifica della legge 30 e via discorrendo…che questo centro sinistra asfittico e inciucione avrebbe dovuto risolvere?!..
Lo scetticismo..la delusione e l’insoddisfazione per quello che doveva essere e non è stato è grande..ma quella che stiamo vivendo è una frustrante campagna elettorale che altro non è se non una lenta agonia senza fine..una farsa che ci consegnerà..dopo la sua quinta candidatura ancora una volta al governo il piccolo Putin di Arcore e il suo Popolo della Libertà Provvisoria..
Un supplizio interminabile e logorante da renderci tutti martiri..perchè oramai..la nuova coalizione berlusconiana realizza senza le sbavature e le crepe democristiane di Casini..un disegno populista eversivo di cristallina evidenza..
Il fondamento antifascista della nostra Costituzione verrà spazzato via e irriso come un cane morto..La morsa clericale e oscurantista su corpi..esistenze private e cultura celebrerà fasti medioevali..La libertà sarà intesa solo nel senso di un’inarginabile arroganza del privilegio..la tolleranza zero verso emarginati e senza santi in paradiso si accompagnerà alla impunità totale e opulenta per amici del governo e altri establishment..Il controllo totale del sistema televisivo farà concorrenza alle più nere fantasie di George Orwell..
Una catastrofe psicocosmica dunque..
Allora è considerando tutto ciò e constatando inoltre un delirante e agghiacciante ritorno della destra estrema in Italia a scapito di una sinistra disgregata..è dal fondo di tutto me stesso che sento alzarsi una voce ancora più forte e ferma di quella che mi vorrebbe astenuto dal voto..
Una voce potente che ribadisce con vigore la propria identità e che riafferma in questa il valore assoluto e inequivocabile dell’antifascismo..
Una voce che mi ha dato modo di riflettere a fondo per scavare molto nella memoria..soprattutto in quella tramandata dai Partigiani e i vecchi saggi che ho avuto il piacere di conoscere..Il diritto al voto è stata una conquista così importante e così piena di sacrifici che nessun comportamento immorale..incapace e ingiusto di una pur vastissima compagine politica..inclusa quella per cui voto..può farmi smettere di esercitarlo.. Se non con la forza o con un'altra dittatura..L'olio di ricino..le manganellate..la prigionia e la morte subita da troppi italiani onesti ci consegna un obbligo civile e morale che deve essere mantenuto indistruttibile.. E' molto più importante il mio voto e il mio diritto a resistere come cittadino di qualsiasi induzione a rinunciarvi..Questo sarebbe il primo vero successo verso una classe politica che è già talmente avulsa dalla società che è chiamata a dirigere e già talmente “casta” nella difesa dei propri privilegi..che il mio non voto rappresenterebbe per loro un ennesimo successo a cui non voglio lasciare il piacere..
E’ chiaro che dal punto di vista della protesta prendere posizioni drastiche è più efficace e chiarisce meglio le idee..tagliando le questioni con la sciabola..
E’ chiaro che mi piacerebbe sperare in una presa di coscienza di classe che porti alla solidarietà di tutti coloro che covano dentro un fuoco di protesta (ergo il proletariato) e quindi alla rivoluzione così com’è descritta nell’ideologia marxista..Ma credo che oggi il rischio di tracollo cui siamo sottoposti..perchè il crollo dell’Italia con Berlusconi sarà più fragoroso e rapido..ci obbliga malgrado tutto a ragionare con il righello..
Per questo voterò..per un mio intimo imperativo morale..
Curandomi allo stesso tempo di affilare per bene il filo della sciabola..
Pubblicato da
Ramino
alle
14.00
3
commenti
Etichette: Antifascismo, Elezioni, George Orwell, Ideologia Marxista, Milan Kundera, Partigiani, Partito Democratico, PdL, Politica, Sinistra Arcobaleno
sabato 22 marzo 2008
Due Magie
(Hugo Pratt)
- A Milano c’è il mare..
- …
- Sul serio..io lo vedo il mare..il mio mare..è in Porta Genova..
- …
- E tu?..tu non vedi il tuo mare?..
- …
- …
- Io il mare lo immagino dietro ogni angolo..so che è lì..alla fine di ogni strada..
Si parlava così l’altra notte..una bella notte di quasi Primavera..
Una notte bianca..di quelle che vorresti non abbiano mai fine..
Guardavo la strada..la mia strada..di una città semideserta e illuminata dalle luci giallo ocra che brillavano sopra le nostre teste..creando la calda atmosfera di un piccolo paese..
E sotto quelle luci..nel cerchio di quel tempo e di quello spazio..tra i lunghi silenzi di entrambi che parlavano più di tante parole..il mio pensiero oscillava come un pendolo dell’anima..tra lei..la mia Nasten'ka di San Pietroburgo..e il mare..
Continuavo a guardare la fine della strada che mi stava davanti..immaginandomi il mare al di là del tempo e dello spazio che ci separava..
Milano un piccolo borgo di mare..quasi da non crederci..
Che cosa c’è di più bello e di più magico nel mondo?..
La risposta..che ho sempre saputo..in quel momento è esplosa in un lampo..e in quel bagliore estemporaneo è apparsa lì..al mio fianco..alla fine della strada..in mezzo a quel silenzio..dentro di me..
Al mondo ci sono due grandi magie..
La prima più corposa..più viva..che è la donna..
L'altra più astratta..infinita..che è il mare..
Due magie che esprimono il significato di ciò che abbiamo..
La donna come essere in se straordinario di bellezza..di leggerezza..di forza..di sensibilità..di amore..che può illuminarti una vita o distruggertela..che può condurti sulla vetta di una felicità sognata o può farti sprofondare in un abisso di dolore reale..
Padrona del tuo animo e carnefice del tuo cuore..
Ma l’unica che ti insegna che l'amore non finisce mai..
Il mare invece come senso dell'esistenza..perché tutto è mare..nel mare nasce tutto..muore tutto..vive tutto..
Tutto quello che passa sul mare invece ha meno importanza..è il mare in sè che conta..e lo sa il cielo che nel mare si specchia e si perde..e lo sa la terra che al mare si inchina e si arrende..
Per molti il mare invece è una sfida..un andare contro certi limiti..i nostri limiti..come Ulisse contro le Colonne d'Ercole..oltre la fine del mondo conosciuto..
Per altri invece il mare è l’accettazione della vita..come ne Il vecchio e il mare di Hemingway..Capire che la vita è tutta lì e che tutte altre cose passano..vanno via..come una barca all’orizzonte vista e perduta nell’attimo che un faro la sfiora con un raggio..capire che possono contare quel poco di luce che ti possono dare..un tempo limitato..anche una vita..ma non tutta un'esistenza..
Due magie..Il mare e la donna..
Cura per ogni destino e cuore che batte e respira..
Il mare e la donna..salvezza e strada..laddove il mare è senza strade..ma dove vi è la sola per l'eternità..
Fino alla fine dei giorni..dei nostri giorni..che sarà anche la fine del mare..
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
1 commenti
Etichette: Amore, Colonne d'Ercole, Donna, Ernest Hemingway, Esistenza, Hugo Pratt, Il vecchio e il mare, Mare, Milano, Ulisse
sabato 8 marzo 2008
Deliri Notturni
Notte insonne questa..
Di quelle notti in cui ti giri e ti rigiri nel letto per poi tornare sempre nella stessa posizione..Sdraiato a testa in su con le braccia incrociate sotto la testa e lo sguardo a fissare ombre sul soffitto..
E un pensiero che batte e ribatte nella testa..come lo sciabordio di un’onda che risale la delicata china di una spiaggia per poi arrestarsi..esitante per un solo attimo..e sconfitta ritirarsi indietro verso il mare..
Scrivo..non so perchè..
Forse perché certe cose salgono dal cuore alleggerite dallo spirito del vino..
Forse per riuscire a smettere di tormentarmi con un mondo assurdo fatto di pensieri da fermare in parole..
Deliri scritti a nessuno per provare a non sentirmi..almeno questa notte..come una fiamma accesa di una candela ormai spenta..
Ripenso alle parole di un amico..“Era chiaro che io ero come una diga sul punto di spezzarsi..E' bastato che tu spingessi sulla paratia marcia e l'acqua ha cominciato a filtrare”..
L’acqua come flusso delle nostre emozioni..dei nostri sentimenti..
Perchè non riusciamo a far scorrere l’acqua liberamente?..
Come può essere fermata dalla diga della ragione?..
Come può uno scoglio arginare il mare?..me lo chiedo continuamente..eppure..
Eppure ho visto..in un attimo di fuggevole illuminazione..la mia stessa immagine smarrita nella fissità del riflesso della mia finitudine..circondata da narcisi e solitudini..
Mi sono sentito un fantasma consapevole della propria fragilità..l’ombra di me stesso..il protagonista sognatore delle Notti Bianche di Dostoevskij..Innamorato a suo modo di nessuna..di un ideale che gli appare in sogno..e che un giorno incontrerà..fino all’inevitabile abbandono..
Che cos’è?..E’ il sogno che si è sostituito alla realtà e la realtà al sogno fino a non farmi distinguere più nulla?..
Fernando Pessoa ha vissuto le sue inquietudini e i suoi amori in una vita avulsa dalla realtà mascherandosi dietro ad altri nomi..fino a capire il senso delle stelle e di un uomo quando ormai era troppo tardi..
Ma perché aspettiamo che sia sempre troppo tardi?..
Lettere mai scritte..o scritte e mai date..biglietti che il tempo ha consumato..parole non dette..smarrite..rinchiuse nei cassetti della mente..
E visi incontrati..immaginati..sognati..
Volti senza un nome..proiezioni..visioni..senza un’esistenza terrena accertata..
Intenzioni rimaste sospese e ora pronte a rivendicare il loro diritto all'esistenza contro l’assenza di un vuoto che ci riempie senza perché e che si fa sempre più divergenza di dolore..
In un’eco..che non sono pensieri né ricordi..non sono nulla..solo possibilità..ricombinazioni del tempo passato presente e futuro..nel piccolo immenso spazio dell’intera esistenza..
E in quello spazio di ricerca della propria salvezza..lasciarsi andare abbandonandosi a sè stessi..
Proiettarsi in una visione poetica che è insieme sogno e realtà..
Seguire il corso del fiume delle proprie emozioni fino a incendiare nell’orizzonte..da cui si distendono dense e calde pennellate di colori impressionisti..immersi in una catarsi liberatrice e salvifica..
Fino al blu iridescente del mare..oltre ogni barriera..oltre ogni costrizione..
E lì..nel mare..lontano da tutto..ma nel tutto..
Trovarti..amarti..e giocare il tempo..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
18.00
1 commenti
Etichette: Amore, Edgar Allan Poe, Fernando Pessoa, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Le Notti Bianche, Mare, Pensieri, Sogni
venerdì 15 febbraio 2008
Dentro gli Occhi
Alla fine del brano Vecchioni rincomincia a parlare più “avvelenato” che mai..
“Dato che è scontato che al mondo non ci siamo solo noi..ma ci sono gli altri..soprattutto gli altri..bisogna pensare agli altri..Però qui metterei un distinguo..non proprio a tutti tutti tutti!..mi permetto di fare delle eccezioni..ci sono gruppi e persone singole che effettivamente son da evitare e che comunque io non riuscirei mai a frequentare..gruppi di tutti i tipi..vallette..vallettine..agenti di borsa..schizzati..Testimoni di Geova..contorsionisti politici..Moggi vari..tutta gente da evitare..Per quanto mi sforzi non riesco a immaginare che cosa potrei dire più di 30 secondi (30 son troppi)..con Briatore!..Non so nemmeno che mestiere faccia Briatore sinceramente..o con Calderoli!..cosa dico a Calderoli?..o all’inossidabile avvocato Taormina!..se c’ho da perdere qualche causa sono apposto..so benissimo dove rivolgermi!..Però la categoria più solennemente evitabile..prego tutti di farlo..è quasi una Crociata..è quella della Tribù Tim..perchè non ho mai visto tanti deficienti in una volta sola..ma il problema non è dei ragazzi..perchè gli fanno fare quelle cose i grandi..i ragazzi poverini non hanno colpa..però li mettono in sei su un’elefante a girare Roma..e gli dicono hai trecento sms gratis da mandare in giro..Ma chi cazzo li manda trecento sms gratis?!..a chi?!..come si fa a mandare tutta questa roba?!..a chi li mandi?!”..
Poi arrivano le (ironiche) stoccate politiche..
“Siamo in un mondo di fantasmi..di persone sconosciute..irriconoscibili..che però comandano..governano..sono sempre lì..
E’ nata ultimamente una nuova razza che io non so bene cosa siano..potete aiutarmi voi a capire..Si chiamano i moderati..Ora io conoscevo i fascisti..i comunisti..i cattolici..che avevano bene o male delle idee ben precise..Ah! e poi tra l’altro si gloriano anche di essere moderati..vanno in televisione..’Sa noi moderati!’..ma perché ti glori tanto di essere un moderato?..io sono rimasto al tempo in cui il moderato non beveva..non fumava e non scopava!!!..
Questi son tipi che se ti arriva a casa Claudia Schiffer dicono..No stà settimana ho già scopato..mi sono moderato..una volta basta!”..
“Ora di fronte a questa categoria fantasmatica..io vi chiedo..Io che ho cominciato questa tournè che era al Governo Paperino e la finirò con al Governo Zio Paperone..e che non so chi è peggio..Vi chiedo però i moderati no!..per favore!..piuttosto i fascisti ma non i moderati!..almeno so chi è il nemico!..
I moderati mi sconcertano..pensare di vivere in Italia con i moderati che non impegnano mai niente di nuovo..che si nascondono dietro l’angolo..e che qualsiasi cosa fai dicono..’No!è sbagliato!’..no no..questo no..vi prego..votate a destra o a sinistra ma non votate i moderati!”..
Alla fine degli applausi straconvinti introduce “Comici spaventati guerrieri”..
“Però c’è qualcuno che vale la pena..e sono i ragazzi..i giovani..I giovani non sono quelli sull’elefante..quelli sull’elefante sono la minoranza..I giovani d’oggi hanno un sacco di problemi..tantissimi..perchè l’Italia è un mondo di vecchi..governato da vecchi..che non mollano mai il posto..Ma non vecchi anagraficamente..anch’io sono abbastanza vecchio..mi va bene pure questa cosa..I vecchi proprio dentro..di pensieri di idee..di azioni..che non tentano mai niente di nuovo..che non danno mai fiducia..I giovani di fronte a una cosa di questo genere..quasi tutti i giovani si chiudono a riccio..Avete mai notato che i giovani non sanno esprimere i loro sentimenti?..non lo sanno fare perché se li nascondono..perchè la volta che li esprimono non vengono capiti..oppure vengono messi da parte..Tutti i giovani guardate..quelli di provincia..quelli di città..quelli dell’università..quelli che lavorano..hanno questo problema di fronte alle nostre reazioni..a parte che gli dicono ‘le abbiamo già sentite queste cose’..no..sono nuove..vanno ascoltate..perchè sono di tuo figlio..o di un ragazzo..che probabilmente ha da insegnarti tantissime cose sui sentimenti che tu hai dimenticato del tutto e completamente..Si nascondono..e nascondono i loro sentimenti come gatte gelose dei figli..io ho sempre avuto fiducia nei ragazzi..son quarant’anni che insegno..e da vicino li vedo grotteschi e comici..perchè diventano quasi ridicoli nelle loro reazioni..però sono spaventati..dal futuro..e quasi tutti loro hanno dentro ancora una forma guerriera con cui combattere..ed è una forma guerriera per il pensiero della vita..non certo per il pensiero della morte”..
La canzone mi piace tantissimo..forse perché infondo Vecchioni parla di tutti noi ragazzi schierandosi dalla nostra parte..con la nostra forza..le nostre debolezze..i nostri dubbi..le nostre paure..le nostre domande senza risposta e la nostra rabbia per un mondo storpiato..ingannato..tradito e massacrato..
La canzone che arriva immediatamente dopo mi fa battere il cuore allo stesso incedere delle percussioni che ne segnano profondamente il ritmo della musica nel riarrangiamento..”Dentro gli occhi” è un diamante di poesia..è una riflessione profonda sul trascorrere inesorabile della vita..e per me è anche una dedica..
“Un marinaio di vedetta di una nave da guerra avvista una luce a dritta..e avverte il Capitano..e subito mandano un messaggio..’Cambiate immediatamente la rotta d 20°’..e arriva la risposta..’Cambiatela voi la rotta di 20°’..il Capitano si incazza e rimanda il messaggio..’Io sono il Capitano..siamo in rotta di collisione..dovete assolutamente cambiare la rotta di 20°!’..e arriva subito la risposta..’Io sono un marinaio di seconda..però siete voi che immediatamente dovete cambiare la rotta di 20°’..il Capitano è fuori di se dalla rabbia..e manda l’ultimo messaggio..’Vi ordino di cambiare rotta!..Io sono una nave da guerra!’..e arriva la risposta..’E io sono un faro!” ..
“Non è che l’abbia raccontata così per farvi ridere..questa non è una barzelletta..è una parabola..perchè quel Capitano è il potere..Il potere non guarda..non sente..non vede..fa quel che vuole..non gliene importa che ci sia un ostacolo..non lo vede nemmeno l’ostacolo..non gli importa proprio nulla..Il faro no!..il faro è la gente..il faro è la verità..il faro è la storia..il faro non può cambiare..non può girare dall’altra parte”..
Poi va avanti presentando il prossimo brano..
“Era da tanto tempo che io volevo scrivere una canzone su un operaio..ma non la solita canzone..ce ne sono tante sugli operai..anche perché gli operai sono cambiati..non sono più quelli degli anni ’60..sono diversi..l’operaio di oggi non ce l’ha solo col padrone..ce l’ha anche con tante altre cose..ce l’ha anche con gli amici..che non capisce mai quali sono..o con quelli della sua parte..che altrettanto non si capisce quali sono..ce l’ha con tutti..e poi c’ha anche un handicap rispetto all’operaio degli anni ’60..quelli la avevano delle speranze per i figli..questi no..non ce le hanno proprio..quindi è cambiato proprio tutto”..
“E questo mio piccolo operaio dell’Alfa Romeo..e quindi di Milano..ha il sogno di poter portare qualcosa di più a sua moglie e basta..Gli sta sulle palle quello che fa..però lui dentro ha un grande amore per i ricordi..per la malinconia..per il passato..per quello che poteva essere e non è stato..e io questa canzone..anche perché era giusto..perchè Milano è la mia città..l’ho voluta scrivere in milanese..perchè così sembrava più toccante..con l’operaio che parla nel suo dialetto mi sembrava più vera..e le cose vere..sono quelle che arrivano più dritte al cuore”..
“Mond lader” vede qualche giro a vuoto sul cantato da parte di Vecchioni..ma glielo si perdona con un applauso spontaneo..lui gira per il palco ridendosela..ma poi si ferma e arriva “Gli Anni”..che viene eseguita con ancora più malinconia dell’originale nell’accompagnamento della voce del solo pianoforte della Biagini..
Al termine una signora dalla balconata grida a Roberto “Sei meraviglioso!”..e subito dopo in momento di silenzio dalla platea si sente “Sei forte papà!”..la gente ride..e Vecchioni guardando tra le prime file sorridendo sornione dice..”E’ mio figlio veramente quello là..Non so quale perché c’ho un esercito di figli”..
La “Viola d’Inverno” graffia l’anima..poi ”Stranamore”..(che mia sorella mi ha stranamente dedicato..sarà per la prima frase della canzone?) a cui viene tolta una strofa..
Uno spettatore gli chiede perché ha fatto una versione censurata..“Era troppo lunga..ho messo tutta una parte orchestrale..E’ già due anni che la facciamo così”..e sorride..
Ma per non fare questa strofa (fondamentale!) ci deve essere dietro ben più di un motivo musicale..
E allora Vecchioni la spiega così..
“Che queste parole siano scritte è necessario
“Che in parole povere equivale a dire..Serve la poesia a cambiare il mondo?..risposta..no!..però bisogna continuare a farla”..
Quando percepisco le note iniziali della canzone che segue vengo pervaso letteralmente dai brividi..“Sogna ragazzo sogna” è la canzone che mi ha fatto amare Vecchioni nel momento stesso in cui l’ascoltai per la prima volta nove anni fa..
La prima strofa di “Milady” viene cantata da Vecchioni e dal pubblico all’unisono..
“Non lasciarmi andare via” è introdotta da parole che dire belle pare poco..“Arriva il momento che non ce la fai più..il momento che non vedi più niente..si chiama crisi..e capita a voi..capita a tutti..ci sono le crisi giovanili..le crisi senili..crisi..ce ne sono di tutti i tipi..La crisi è una brutta cosa..perchè tutto ti sembra falso..vano..ti pare quasi di avere combattuto una battaglia inutile se mai l’hai combattuta..per qualcosa..E’ il momento in cui tutto..sogni..speranza..desideri..svaniscono..Ti lasci prendere dal dolore..perchè è quasi un gioco lasciarsi prendere dal dolore..Il dolore è subdolo..si presenta molto bene..con un viso pulito..Soffrire a volte è un sottile piacere al contrario..e allora se ti lasci sopraffare dal dolore sei fregato..devi stringere i denti..cuore..anima..polsi..tutto..e aggrapparti a qualcuno..perchè è così che si fa..perchè la rabbia non guarisce mai..vincono sempre le stelle..perchè non siamo nati per il dolore..siamo nati per stare bene..siamo nati per essere felici..il dolore è una mancanza non è il contrario..io credo fortissimamente che dobbiamo essere felici..e allora si guarda fuori dalla finestra..e si da la mano all’unica persona che può tirarti fuori da questo guaio..da questo impiccio..da questa catastrofe..perchè lei sa che tu stai andando lì..ti stai perdendo..non credi più a niente..e solo lei può aiutarti..A rischio di sembrar retorico..direi che soprattutto ora lei può aiutarti..perchè solo lei può non lasciarti..Perchè lei è l’amore..e l’amore non ti lascia mai”..
E' la teorica fine del concerto..che Vecchioni evita rientrando quasi subito quando arriva il momento dei bis..
“Io resto qui..se è un po’ tardi per i moderati possono andare anche a letto”..
Canta “Figlia”..poi i due grandi classici di sempre..“Samarcanda” e “Luci a San Siro”..quest’ultima suonata solo al pianoforte..
Dopo lunghi e gioiosi applausi dice emozionato “Il primo ad essere felice sono io”..
E arriva per me un regalo inaspettato con “La bellezza”..suonata anch’essa solo al pianoforte e come sempre commovente e struggente nel suo parlre di amore..di morte..e di Venezia..
L’ultima canzone della serata è la sua “El bandolero stanco”..
Il finale è un abbraccio intensissimo..Il pubblico si alza tutto in piedi..a fatica riesco a vedere il palco e quello che succede..la standing ovation riempe la sala del teatro..Vecchioni è davvero felice..ci saluta commosso..con gli occhi da bambino..Infine si volta e si allontana uscendo dal palco..Le luci si accendono..come per incanto mi risveglio dal torpore per tornare alla realtà..ma con la consapevolezza che quello che si è appena concluso è stato senza alcun dubbio il miglior concerto che ho visto di Vecchioni..Tre ore dove ciascuno ha potuto fare nel tempo breve di una canzone il bilancio della propria vita..Un viaggio..una parabola..un percorso fatto di parole e note che si è dipanato attraverso l'intreccio indissolubile tra il “poeta” e noi..uniti per le mani e dalla comune voglia di ascoltare e comunicare..legati da un filo d’argento dal tema della rabbia e delle stelle..dei ragazzi..dei figli..delle donne e dell’amore..anche quello triste..ma pur sempre amore..Fuori la notte è scura..Cerco come sempre lo spicchio di luna color panna nel cielo blu di una carnevalesca Milano..La trovo adagiata su se stessa..come a cullarsi dolcemente..La osservo per un po..finchè sorridendole di rimando mi incammino anch'io dov'è il silenzio e verso l’inganno dell’aurora..preso dal desiderio e dalla voglia di una lontana ninna nanna..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
3.00
2
commenti
Etichette: Amore, Concerto, Di rabbia e di stelle, Franco Fortini, Milano, Roberto Vecchioni
domenica 10 febbraio 2008
L'Ultimo Spettacolo
E’ una sera limpida e senza nuvole..con una luna alta in cielo che trasuda freschezza e malinconia quella che accoglie nella sua città..al Teatro Smeraldo di Milano..il ritorno del Professore..
Quando si spengono le luci della sala si accende la magia..Trattengo il respiro..è da tempo..tanto tempo..che aspettavo il momento di vedere..di ascoltare e di abbracciare Vecchioni.. Ancora una volta..
Il sipario verde e oro rimane chiuso quando partono le dolci note del pianoforte de “L’ultimo spettacolo”..e quando la voce di Roberto inizia a cantare lui fa il suo ingresso dalla sinistra del palco..Abito scuro e camicia bianca..mano sinistra in tasca..e il fascino di un Autunno bellissimo..
Vecchioni interpreta la meravigliosa canzone con la commozione che mi bagna gli occhi mentre ascolto la splendida voce che mi rapisce il cuore e lo porta in un posto che solo io conosco.. La scenografia si mostra al pubblico sul cambio di tempo e di tema della canzone..E’ semplicemente bella e curata nei minimi dettagli..con lunghi candidi veli bianchi a riempire gli spazi e tappeti orientali sotto ognuno dei componenti del suo gruppo di sempre..Lucio Fabbri (violino e chitarre)..Michele Ascolese (chitarre)..Fabio Moretti (chitarre)..Dino D'Autorio (basso)..Ilaria Biagini (voce,tastiere, fisarmonica, fiati) e Iarin Munari (batteria)..
Dopo un lunghissimo applauso carico di calore umano traspare fin da subito in Roberto tutta la tensione..la felicità e l’intensità emozionale a lunghi tratti struggente che lo accompagneranno per tutta la serata..
“Ne vedremo delle belle”..esordisce..
“Allora non era l’ultimo spettacolo questo..sembrava..ma non era così perché ce ne sarà un altro..un altro ancora..Non è mai l’ultimo..è sempre il terzultimo..il penultimo..il quartultimo..non è mai l’ultimo..l’ultimo non verrà mai..canterò anche dopo”..
A fatica Vecchioni riprende a parlare sommerso com’è dagli applausi..che lui del resto accoglie ogni volta con gioia..perchè è dal pubblico che lui trae la sua linfa e la sua energia..
“Non vedevo l’ora di cantare per quest’anno..avevo una grande nostalgia..Ho pensato io..ma di cosa parlava 'L’ultimo spettacolo'?..parlava di rabbia e di stelle..alla stessa maniera tanti e tanti anni fa..con la differenza che non ero consapevole allora..ora lo so..ora so cos’è la rabbia e so cosa sono le stelle..la rabbia di un poeta disilluso per quello che succede..e le stelle che sono poche..pochissime..ma sono soprattutto persone..perchè ci sono ancora delle persone meravigliose a questo mondo..per cui vale la pena di vivere..Un buon concentrato è qui davanti..tanto per non sviolinare..perchè è così..siete veramente così..sicuramente”..
Mentre il pubblico lo applaude con affetto sempre più crescente e lo ringrazia lui si toglie la giacca che getta via lontano..e arrotolandosi le maniche della camicia prosegue..
“Oh! io stasera non lo faccio metaforicamente..lo facciamo subito..mi metto a nudo..cioè non bado assolutamente alle emozioni..alle ansie..alle paure..anche alle gioie..anche alle rabbie..anche a certe invettive inconsulte..dico tutto..faccio tutto..non importa quello che succederà..perchè credo che si debba andare anche oltre alla sincerità oggi come oggi..dove tutto è nascosto..tutti fanno finta e tutti hanno maschere..e non solo..cambiano le maschere!”..
“Ho lottato..la disillusione..la stufaggine..questa mediocrità che vince sempre..ovunque..in qualsiasi modo..da tutte le parti..questo non essere niente..questo aspirare al successo che dura un secondo..questo mostrare culi e tette..questo mostrare imbecillità continua!..ma anche il culo e le tette del pensiero eh!..c’è chi l’ha lì il culo e le tette..Anche io in realtà ce l’ho lì..in altro modo!”..
Il pubblico ride..ma subito ritorna assorto e attento quando riprende a parlare..
“La buffoneria che in questi casi è inutile nemmeno che cominciamo a parlarne perché non è neanche il caso..perchè ormai siamo una barzelletta anche per noi stessi..non esiste..Eppure in tutto questo ci sono lampi..misteri..momenti in cui ti aggrappi a qualcosa che sono dietro le nuvole..però le vedi..Poi viene fuori che in un anno di lavoro e di gioia..perchè questo è stato un anno massacrante per me non soltanto per i fatti politici..anzi fosse solo per quello..invece per tante altre cose..ti viene in mente che devi dire qualcosa..devi dire di più..e allora mi è venuto fuori questo disco..’Di rabbia e di stelle’..che io amo è particolarmente..lo amo perché era tanto che non facevo un disco così pieno..così solido..così per sempre..forse..e il regalo che chiedo..e credo non sia molto in fin dei conti..è che lo amiate un po’ anche voi con me..perchè questo disco è un bambino..è il mio cuore..e se mi permettete anche un po’ il mio orgoglio..di essere cambiato pochissimo nel tempo..perchè chi cambia poco cambia tantissimo..chi cambia poco secondo me è veramente quello che va più avanti di tutti“..
Tra gli applausi assordanti Roberto presenta la seconda canzone della serata..
“E c’è l’amore in ‘Di rabbia e di stelle’..e iniziamo proprio con l‘amore..Iniziamo con l’amore che è di tanti tipi..di tante sfaccettature..C’è l’amore che inizia..l’amore che è a metà..l’amore che è in mezzo..l’amore davanti..l’amore dopo..l’amore alla fine..C’è l’amore che si indaga..si chiede..’Abbiamo ancora tempo per amarci?’..quale tempo?..tutto..in tutte le cose abbiamo bisogno di un tempo preciso..per l’amore abbiamo bisogno di un tempo specifico..e allora l’amore stanco..forse anche un po’ invecchiato si guarda allo specchio e si chiede quanto tempo gli resta ancora..per amare.."
"Buon concerto a tutti!”..
E parte “Tu quanto tempo hai”..una canzone che certamente Vecchioni non avrebbe potuto scrivere e cantare prima d’ora..e che forse chi non è segnato da molte primavere difficilmente può capire fino infondo..
“O forse un amore nascente?..perchè l’amore più bello è quello che nasce..quello che inizia..quello dei primi momenti..la scintilla..il lampo..quando incontri una ragazza..bellissima..cha ha una striscia..un filo intorno alla fronte..che la rende ancora più bella..e lei guarda fuori e ti indica che fuori c’è il mondo..e poi ti dice..’Scegli o me o il resto del mondo’..e tu ti chiedi perché devo fare queste scelte subito a vent’anni?!..ci sarà anche qualcosa di buono nel resto del mondo!..non ci sei solo tu!..e invece lei è categorica..’O me o il resto del mondo’..che è un po’ come il discorso di Troisi..’Vivere un giorno da leoni o cento da pecore’..in realtà si potrebbero anche vivere cinquanta giorni da orsacchiotti..che sarebbe evidentemente più bello..per lei e per il mondo..e invece non ci sono santi..e allora devi scegliere..e scegli lei..ma senza pentimento..perchè alla fine ti viene una frase..che è quella che sarà poi tua..è quella che hai detto per la prima volta a lei dopo tante fregature..le hai detto..Ragazza..vorrei da te un amore felice..grande..Come un amore infelice”..
E canta la bella e a tratti degregoriana “La ragazza col filo d’argento”..
Dopo “Canzoni e cicogne” legge..quasi reggendosi al microfono..una magnifica poesia di Jacques Prèvert..
“Sono andato al mercato degli uccelli
La scaletta prosegue con “O amore amore amore” e “Le lettere d’amore”..eseguita solo voce e chitarra..Poi “Vincent”..accompagnata sullo sfondo dalle immagini delle opere di Van Gogh..
Quando arriva il turno de “Le rose blu”..Vecchioni dice..“Adesso farò una cosa che non è nemmeno una canzone..è molto di più..ed è una cosa nata in un momento di grande sofferenza nella vita di uno dei miei figli..Non credo che esista al mondo un dolore più grande di vedere soffrire una persona che si ama..soprattutto se è un figlio..Te ne stai lì..ti chiudi..il sangue che scorre..i nervi si accavallano..i muscoli fermi..E allora mandi una preghiera che sembra una bestemmia..o una bestemmia che sembra una preghiera..all’unica cosa che pensi che ti possa ascoltare..che poi si chiama Dio..e devi dare a Dio tantissimo per avere in cambio qualcosa per tuo figlio..non gli puoi dare in cambio solo la vita..è troppo facile..e allora gli dai in cambio tutto quello che hai vissuto..che è differente..come se non avessi mai amato..mai sognato..mai cantato..mai visto una donna..mai visto un bambino..mai visto la Primavera..mai visto il mare..come se non fossi mai nato..oppure fossi nato ma come un lombrico..un verme..una schifezza di essere..e gli chiedi in cambio..per questo dare via tutto..quell’altra cosa..Perché arriva un momento che non te ne frega niente della bellezza della poesia..e i sogni..e di tutte le piccole cose importanti che hanno fatto la tua esistenza”..
La canzone è semplicemente stupenda..l’esecuzione lo si sente..è commossa più che in ogni altro pezzo..la voce è sofferta..spezzata..quasi gridata..Alla fine del brano si porta le mani al cuore..scuote la testa..sorride..e guardando in alto indica con gli indici delle mani il cielo..
Dopo lunghissimi e intensi applausi del pubblico..e dello stesso Vecchioni che applaude di rimando per ringraziarci tutti..stempera subito l’atmosfera ironizzando su se stesso nel presentare la canzone successiva ..
“E direi che dopo queste canzoncine da poco..queste canzoni piuttosto leggere..direi di passare ad una cosa seria finalmente..Facciamo una canzone seria dai messaggi politici-sociali-esistenziali..Se mi chiedessero su Marte che canzone volessi portare porterei questa sicuramente..questa che facciamo adesso..la prossima..che è la matura riflessione di un cantautore..il momento in cui ha dato il meglio di se..perdendo finalmente quelle scorie di mediocre centellinato qualunquismo..” E parte col mandolino tra il divertimento del pubblico “Voglio una donna”..
“Certo che passare così violentemente da 'Le rose blu' a 'Voglio una donna'..Mastella non è l’unico dissociato!”..
E qui gli applausi decisamente non si sprecano..ma non per Mastella di certo!!!..
Poi nell’introdurre “Il violinista sul tetto”..che si rifà alla canzone popolare e che parla del rapporto madre e figlio dice..
“Mia moglie per esempio che è una donna intellettuale e intelligente..quando deve pensare ai figli rincoglionisce..Devo dire che anche i miei figli sono un bel record di personaggi..perchè riescono a fare rincoglionire anche me e mia moglie..Mia moglie sempre la notte ad aspettare con gli occhi sempre strabuzzati sul soffitto questo disgraziato che non torna mai a casa..Poi a fare in giro cosa non si sa..e vabbè..che stia pure sveglia..vabbè..ma perché devo star sveglio io?!"..
“Mamma!..è la prima parola che dice il bambino..e lo dice venendo dal buio naturalmente..Mamma!..quindi è la mamma che deve stare sveglia la notte..mi direte..c’è la parità dei diritti..certamente io sono d’accordo..io sto sveglio di giorno e lei di notte!”..
Ci si aspetta che canti Ilaria Biagini con Roberto..invece sale sul palco a sorpresa Teresa De Sio..che interpreta la voce della madre..ballando e portando sul palco una ventata di ironia e allegria tipica del popolo napoletano ..
Al termine della canzone Roberto e la band lasciano il palco alla De Sio..che cantando la bella “Quando turnammo a nascere” chiude il primo tempo del concerto..
Un concerto fin qui ricco di emozioni..di musica..di poesia..di parole..di pensieri..di sogni..
e di amore..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
22.00
3
commenti
Etichette: Amore, Concerto, Di rabbia e di stelle, Jacques Prèvert, Milano, Roberto Vecchioni
venerdì 11 gennaio 2008
Anima Salva
Anarchicamente detestava le maggioranze e la loro forza conformistica..capace di anestetizzare i sentimenti..ma invece di lasciarsi prendere dalla rabbia e dall'impotenza lasciava scatenare la sua potenza narrativa..la sua anima poetica..
e farò un sogno di mare e domani un fuoco di legna
perchè l' aria azzurra diventi casa..
Chi sarà a raccontare,
chi sarà, sarà chi rimane..
Io seguirò questo migrare,
seguirò questa corrente d'ali.."
(Fabrizio De Andrè)
Pubblicato da
Ramino
alle
23.50
1 commenti
Etichette: Fabrizio De Andrè, La Scighera, Renato Curcio
domenica 6 gennaio 2008
Impressioni di Dicembre
Morbide colline..come fossero le dolci curve di una bella donna..il gioco cromatico dei campi..rustici casali.. fattorie e cantine..cipressi che si stagliano alti e sottili ascendendo al cielo..quel cielo che colora e accende più del vero la terra..boschi di castagni..querce e lecci..castelli e borghi medievali..gli uliveti e i filari dei vigneti li a donare il nettare degli Dei a noi mortali..
E’ aria pura per l’anima..acqua fresca che ritempra il corpo..erba medica che lenisce le ferite dello spirito..
Così il paesaggio toscano mi conquista ogni volta con immutato fascino..
E allora scrivo per ricordare questi splendidi giorni passati a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno..tra le colline nel cuore della Toscana..tra il Chianti e le Crete Senesi..iniziando dal ritorno..assieme ai miei inseparabili compagni di ventura..Ciccio e il Tato..nella meravigliosa Siena guidati dalla mano amica e indigena di Silvia come a suggellare un eterna alleanza tra la sua Contrada..l’Istrice..e la mia..la Coccinella..che ovviamente non esiste se non nella mia fervida e scottante immaginazione..
Il girare in modo inconsueto tra anfratti e vicoli pittoreschi..dalla Fortezza Medicea all'elegante Palazzo dei Monte dei Paschi..la banca più antica del mondo..La mole maestosa del Duomo in stile Romanico-Gotico con la facciata raffigurante santi..profeti..sibille e animali allegorici..La colonna sulla piazza antistante con in cima la lupa simbolo di Siena che allatta i due gemelli..La discesa verso il Battistero di San Giovanni e la vista dalla Contrada della Selva sulla grande Basilica di San Domenico..e infine la trecentesca e suggestiva Piazza del Campo a forma di conchiglia concava..luogo neutro e di tutti perché lì si fermano i confini delle diciassette contrade di Siena..Il sole alto a investire di luce le persone che vi arrivano dagli stretti chiassi circostanti e a illuminare in uno spazio aperto il Campo e la quattrocentesca Fonte Gaia che fra i mattoni rossi e le facciate ocra dei palazzi spicca con le sue bianche balaustre in candido marmo..Gli uccellini che volano a stormi giocando sulle nostre teste..il cielo azzurro e limpido con fratello sole a scaldarci come in un giorno di Primavera..e noi seduti sul pavimento in mattoni a scendere verso il Palazzo Comunale in pace e in armonia con il mondo..Di fronte la svettante Torre del Mangia che spicca alta nel cielo e che sul grande orologio segna il 31 Dicembre..Il panino più costoso ma tra i più buoni che mi sia mai capitato di mangiare con lardo di cinta senese e pecorino fresco di Pienza..la bottiglia di Chianti dei Colli Senesi bevuta fino all’ultima goccia in un atto di amore consumato verso quella piazza..quella città..quella terra..quel cielo..quel sole..quel giorno..e quei grandi amici..
La bottiglia che finisce..come l’anno che sta per passare..e che osservo..il volto in stile Liberty di una ragazza con la testa cinta da foglie e grappoli di uva fin sotto al mento..è bella e triste..come per dirmi che dopo di lei ce ne sarà un’altra..e quante altre ancora..lei che è come l’anno che sta per finire..e le altre che verranno come l’anno che sta per iniziare..Bevo l’ultimo sorso di quel miele del cuore e le prometto che non la dimenticherò..lei guarda diritta davanti a se con lo sguardo perso alle mie spalle..non mi risponde..e in un irreale silenzio infine ci separiamo su quella Piazza..lasciandomi il suo sapore sulle labbra e nella gola..a inebriarmi e ad accendermi i sensi sempre più scaldati da quel tiepido sole d’Inverno..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
19.00
1 commenti
Etichette: 31 Dicembre, Amore, Chianti dei Colli Senesi, Piazza del Campo, Siena, Toscana, Vino
lunedì 24 dicembre 2007
Una Luce nella Notte
Il Natale per come c’è stato imposto da questa società ci ha fatto perdere di vista (e oltre) il vero senso dello spirito natalizio se per festeggiare Gesù Bambino..che venne al mondo povero in una stalla al freddo e al gelo per parlare d’amore..fratellanza universale e per sacrificarsi per il genere umano..noi ci dedichiamo alle corse isteriche e sfrenate..alle code e alle ansie da regalo e a deliranti abbuffate pantagrueliche..inviando magari qualche euro in Africa tramite conto corrente per mettere a posto “anche” la coscienza..
In questo modo il Natale spesso non porta felicità..ma mette in risalto l’infelicità..Enfatizza per contrasto la vera condizione di una persona..sbattendole in faccia l’impossibilità di aderire a quella falsa e generalizzata dell’allegria a tutti i costi..Chi è povero a Natale si sente ancora più povero..chi è solo trova il silenzio ancora più insopportabile..
In compenso chi è “felice” e sta bene non trova nessun valore aggiunto dal Natale..al massimo l’occasione di farsi un paio di mangiate in compagnia o di ricevere qualche bel regalo inaspettato..In tutti i casi benefici che non discendono realmente dal Natale di cui questo non è la causa ma al massimo il pretesto..
Così facendo il Natale è solo un rito svuotato che non ci comunica più qualcosa di intenso..perché..come tutte le cose di cui non si vede o non si avverte più il senso..non riusciamo più a stabilirvi una relazione vera e profonda..
E allora altro che renne sorridenti e code alle casse!..dobbiamo a noi stessi..ed io per primo..un lavoro di scavo per capire innanzitutto chi siamo e come stiamo..E poi se volessimo provare a riabilitare questa festa ipertrofica e malata potremmo chiederci da dove viene e magari intravederne il significato originario..di matrice religiosa ma potente anche per i non credenti..che ora sembra così distante che solo pochissime persone lo conoscono e lo celebrano per il suo valore..
Il Natale torna ad essere bellissimo se si ha il coraggio di fare solo quello che si desidera..rifiutando costrizioni di mercato e obblighi sociali..L’essenziale è rivolgere l’attenzione ai sentimenti..distogliendola dagli oggetti..Abbandonare il buonismo falso e retorico tipico del periodo natalizio e incul(c)atoci fin dall’infanzia..permette di sentire le proprie emozioni più sincere..positive o negative che siano..accettarle e comportarsi di conseguenza..senza finzioni..senza ipocrisie..cercando dentro di se e in chi ci circonda proprio quell’amore che da la forza di superare i pensieri e gli stati negativi..
Con questo voglio semplicemente inviare simbolicamente gli auguri alla nostra Madre Terra..a Gaia..sofferente e ferita..ma pur sempre splendida e forse..nonostante tutto..ancora ottimista su una nostra “redenzione”..e un augurio a tutte le specie animali e vegetali che la abitano..
Guerre..fame..malattie..povertà..sfruttamento..sofferenza..egoismo..dolore..sopraffazione..
consumismo..sprechi..inquinamento..
Tutto è causato dalla semplice..devastante mancanza di coscienza e consapevolezza nelle nostre azioni..nei nostri gesti..nella nostra vita..ottenebrati come siamo dal profitto e sempre più spesso dalla squallida ignavia o dalla pigrizia..
Ma chi arrecherebbe dolore a qualcuno o a qualcosa se quel dolore si riflettesse per magia su se stesso?..Se l’empatia che accomuna tutti gli esseri viventi aumentasse fino a diventare una grande rete nella quale ognuno di noi..consapevolmente..vive gioie e dolori di tutti gli altri..tutto cambierebbe..In questo senso intendo io il Natale e soprattutto la “Passione di Cristo”..
Ecco il mio augurio..il mio desiderio e la mia speranza per l’anno che verrà..
A chi ancora ci crede..a chi lotta..a chi è contro..a chi ama e a chi sogna..
Ma soprattutto alle persone sole..a chi è emarginato..a chi è disagiato..a chi è ultimo perché di correre non gliene frega niente..a chi non ha nessuno da amare e a chi crede che l’amore sia solo un utopia..a chi i sogni gli ha rinchiusi in cassetti dimenticati..a chi non lotta più..a chi è stanco..a chi è infelice..a chi non sta bene..a chi ha perso una persona cara..a chi non ha un tetto..a chi non ha lavoro e a chi il lavoro ce l’ha e ci muore..anche mentalmente ogni giorno..a chi fa fatica ad arrivare a fine mese e a chi non sa se al prossimo mese ci arriva..a chi non si può permettere i regali delle deplorevoli pubblicità..a chi non ha una torma di parenti (poco male) con i quali festeggiare..a chi non ha vicino a se quei pochi amici veri e indispensabili per potersi sbronzare e a chi non ha nessuno che lo stia ad ascoltare..
A chi ha capito sulla sua pelle..impressa come un marchio a fuoco..cosa significa la parola “vivere”..
E se vivere qui giù deve essere così..allora prendiamoci per mano..stringiamoci e alziamo la testa..sforziamoci e guardiamo bene..e anche con un po’ di creativa e sognante immaginazione propria dei bambini..spingiamo lo sguardo sempre più in su..lo possiamo vedere..basta poco..basta crederci..basta la Notte di Natale..
Che il Cielo è sempre più blu..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
15.00
1 commenti
Etichette: Amore, Consapevolezza, Coscienza, Empatia, Natale, Rinascita Interiore
domenica 16 dicembre 2007
Una Razza in Estinzione
Finisco con calma il bicchiere di Barbera d'Asti che bevo per ritemprarmi nel corpo e per scaldarmi nell'anima..Mi copro alla bene e meglio (pochissimo)..scendo in cortile e salgo in sella alla mia piccola Spicchio di Luna Rossa..Fuori fa un freddo polare..ho la ben poco piacevole sensazione che i gradi siano ben oltre sotto lo "0"..ma mi convinco che infondo va bene così e che della macchina posso farne benissimo a meno..
E aspetto..
Questa lingua l'ho trovata in Alessio Lega quando ho ascoltato il suo primo album (che ha vinto nel 2004 la Targa Tenco per l'opera prima) grazie al sempiterno Jhonny che me lo ha fatto conoscere..
Pubblicato da
Ramino
alle
19.00
2
commenti
Etichette: Acrobatici Anfibi, Alessio Lega, Anarchia, Bielle, Cantautori, Fabrizio De Andrè, Giuseppe Pinelli, La Scighera, Michail Bakunin, Teresa De Sio
giovedì 13 dicembre 2007
La Pace è la Via
Salgo in auto e scopro subito la sostanziale presenza di armi di distruzione di massa..pizze al trancio super abbondanti!..si fa subito rotta verso casa di Franz perchè prima di tutto c'è da festeggiare il mitico raggiungimento da parte sua della doppia maggiore età!!!..
Fosse davvero così..
Avanza fino al centro del palco a passo lento..si copre con la mano gli occhi per ripararsi dalle luci dei fari (in seguito indosserà una visiera rossa tra le risa divertite di tutti) e ci osserva dietro i suoi grandi occhiali da vista..siamo poche centinaia..ma sembra vederci uno per uno..sorride e ci saluta a mani giunte inchinandosi lievemente..
Al termine del suo lungo intervento..tra gli applausi e i ringraziamenti..gli viene conferita dal sindaco Soldano la cittadinanza onoraria di Cologno Monzese..
Tutto sulle spalle di un un maestro vajra dei mandala esoterici del tantra dello yoga supremo..specialmente del "Kalachakra" ("La ruota del tempo")..una concezione che aspira ad una evoluzione positiva di tutta la vita intelligente nel sacro ambiente di questo pianeta..
Pubblicato da
Ramino
alle
15.00
1 commenti
Etichette: Buddhismo, Cologno Monzese, Dalai Lama, Dissidenti Piazza Archinto, Pace, Tenzin Gyatso, Tibet
martedì 11 dicembre 2007
Tempi Moderni
La verità è una e incontrovertibile..gli operai sono solo operai..gente sporca..vestita male..pallida..stanca..stressata..sempre preoccupata di riuscire ad arrivare a fine mese..non vanno alle "prime" e nemmeno alle "ultime"..Di loro non importa nente e a nessuno..Se un operaio si fa male..per i padroni ed i sindacati stessi è un coglione..se denuncia e se fa nomi (mai per paura)..è solo questione di tempo e gliela fanno pagare..con la legge 626 che viene applicata solo quando c'è da dare la colpa a qualche operaio infortunatosi sul posto di lavoro..
Pubblicato da
Ramino
alle
3.30
1 commenti
Etichette: Classe Operaia, Lavoro, Morti Bianche, ThyssenKrupp, Torino
venerdì 7 dicembre 2007
Colpirne Una
C'è solo una risposta..la magistratura..
Le accuse del Csm alla Forleo si leggono tutte nelle parole di sentenza anticipata di Letizia Vacca..laica del Pdci e vicepresidente della prima commissione che si occupa della Forleo e di De Magistris..definendoli "cattivi magistrati” che tengono “condotte devastanti” e che “devono fare le inchieste e non gli eroi”..
Ma va?!..I magistrati devono fare le inchieste..Infatti De Magistris ne stava facendo due su politici di destra e sinistra..il caso Why Not che vede coinvolti il primo ministro Prodi per abuso d'ufficio..il ministro della giustizia Mastella per abuso d'ufficio..finanziamento illecito ai partiti..truffa all'Unione europea e allo Stato italiano..e una schiera di politici..affaristi..militari..magistrati e massoni..Guardacaso una gliel’ha tolta il suo capo..l’altra il Pg..La Forleo invece essendo un Gip non fa indagini..ha "solo" chiesto al Parlamento..in assoluta correttezza..di consentire alla Procura di farle sulle telefonate dei furbetti delle scalate con sei parlamentari..i tre di Forza Italia e i tre dei Ds..Il Parlamento ha risposto con tre mesi di insulti..
Cattivi magistrati..Socialmente pericolosi perchè alzano con coraggio e forza la testa dal fango e dallo sterco in cui le istituzoni e questa politica ci stanno facendo affondare?!..
Vorrei far notare che la somma Vacca Letizia è tra quelli che al Csm ha votato sì al reintegro in Cassazione del pensionato Corrado Carnevale..grand'uomo che cassava le condanne dei mafiosi perchè mancava un timbro..che riceveva gli avvocati dei mafiosi in casa sua prima delle camere di consiglio..e che insultava Falcone ("un cretino") e Borsellino anche appena morti ammazati..
Ecco chi sono i "buoni magistrati" per la compagna Vacca..
Questo è il coronamento del sogno del Triumvirato di fermare sul nascere le indagini sul potere..Gelli-Craxi-Berlusconi..nella loro ingenuità pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo..Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme..basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada..Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro se ne chiede il trasferimento per incompatibilità (del pm..non del ministro)..Anche se la richiesta non sta in piedi si fa credere che è il pm ad avercela col ministro e non il ministro ad avercela col pm..Si chiama “guerra preventiva” e non l’ha neppure inventata Mastella..L’aveva già teorizzata Mao..“Colpirne uno per educarne cento”..
Un golpe politico-giudiziario.."Torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia"..(Luigi De Magistris)
Intanto del caso Unipol non si parla più..del caso Why Not non si parla più..Il caso D'Alema è diventato il caso Forleo..il caso Mastella è diventato il caso De Magistris..
Bastano alcune dichiarazioni di magistrati (rimasti nell'anonimato..) che non sono d'accordo con l'organo di autogoverno (autoche?!) della categoria..Tra alcuni dei colleghi di Milano della Forleo che indagava sul caso Unipol c'è chi si dice "esterrefatto da una decisione totalmente sproporzionata"..una collega parla di "provvedimento spropositato, sconvolgente, rispetto ai fatti. L'incompetenza funzionale è particolarmente infamante perchè significa che un giudice non può lavorare da solo. Inoltre il provvedimento entra nel merito delle decisioni della Forleo e questa è una intimidazione bella e buona per tutti, da oggi in poi"..e non manca chi la collega Forleo la difende a spada tratta.."Ormai questo è un regime, siamo alla punizione per chi ha osato attaccare persone molto potenti dal punto di vista politico. Anche nel passato recente ci sono stati giudici e magistrati i quali in processi importanti avevano fatto degli svarioni. Ricordo l'avviso di garanzia a Napoli a Berlusconi mentre presiedeva un convegno internazionale. Ebbene mai nessuno ha rischiato la pesantissima sanzione che adesso pende sul capo della collega Forleo"..Quello che è davvero importante è che il caso Forleo farà da "pilota" perchè è la prima volta che il Csm si occupa di un trasferimento da quando non esiste più il vecchio "articolo 2" che disciplinava la materia..Dovranno fare le cose per bene e in modo meditato perchè la vicenda in questione diventerà in sostanza un precedente per il futuro"..è la riflessione di un giudice..
Non si può far finta di niente di fronte all'isolamento politico..alle intimidazioni istituzionali..alla diffamazione..alla delegittimazione..all'induzione al silenzio..alla disinformazione..all'indifferenza di gran parte dell'opinione pubblica..ai proiettili inviati ai due magistrati e alle minacce ricevute dalla Forleo in passato..
Un'altra la riguardava direttamente e solo per fortuna non successe nulla a lei e a suo marito..L'incidente fu preceduto da un incendio doloso che devastò l'azienda agricola e la casa di famiglia..
(Franz Kafka)
Pubblicato da
Ramino
alle
15.00
0
commenti
Etichette: Clementina Forleo, Franz Kafka, Giustizia, Luigi De Magistris, Magistratura, Politica
venerdì 30 novembre 2007
Orizzonte Perduto

C'è una terra che amo e che mi affascina pur senza esserci ancora stato..
Una terra fatta di grandi spazi..di distese sconfinate..di valli che si perdono a vista d’occhio senza mostrare una fine..
Una terra di immensi scenari chiusi all’orizzonte da imponenti montagne..coperte di nevi eterne..dimore degli Dei..
Una terra di laghi blu cobalto incastonati come gioielli in una terra brulla dai colori della sabbia che si incendia al calar del sole..
Una terra fatta di silenzi..di silenzi assoluti e totali..di un mondo diverso e lontano dal nostro..
Una terra incomparabile..ricca di una tradizione di saggezza millenaria..di simbologia metafisica..di spiritualità e di solitaria meditazione..
Una terra misteriosa..che seduce e ammalia con forza immutabile chiunque vi si rechi..
Una terra abitata da gente che crede nelle proprie radici..sempre pronta al sorriso e orgogliosa di quella terra che sto tentando di descrivere..Il Tibet..
Nello Yin e lo Yang..che ha origine dall’antica filosofia cinese..l’essenza di tutto è un equilibrio fra gli opposti..e così come lo è fra il bene e il male..la luce e l’ombra..la vita e la morte..la spiritualità e la materia..il Tibet trova il suo dualismo paradossalmente proprio nella Cina..
Ma quando un aspetto prevale rispetto al suo contrario o quando un aspetto soccombe..rispetto al suo contrario..si rompe l’equilibrio..e la Cina l’equilibrio col Tibet l’ha rotto più di mezzo secolo fa..(a me hanno rotto anche qualcos’altro..)
Nel 1950..ignorando le Convenzioni Internazionali..le truppe dell'esercito della Repubblica Popolare Cinese invasero ed occuparono il Tibet..uno stato fino ad allora assolutamente indipendente..
Nel 1959 i moti popolari culminarono in dimostrazioni di massa nella città di Lhasa..la Cina rispose uccidendo 87.000 tibetani..a seguito di ciò il Tibet venne annesso alla Cina e il Dalai Lama..prima autorità del paese..fu costretto all'esilio in India..
Nel corso della famigerata "Rivoluzione Culturale" (1966-1976)..seimila templi..la quasi totalità dei luoghi di culto..e una miriade di tesori artistici tra cui statue..dipinti e testi sacri..vennero distrutti..
In poco più di mezzo secolo si calcola che siano morti un milione e duecentocinquantamila tibetani (un quinto della popolazione) come risultato dell'occupazione cinese..
Decine di migliaia sono stati uccisi senza processo solo in base al sospetto di attività anticomuniste..
Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono detenuti in prigioni e in campi di lavoro forzato anche solo per reati di opinione..dove la tortura è pratica comune..
Le donne tibetane sono soggette a sterilizzazione forzata..procurati aborti e a matrimoni forzati con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di poche generazioni..Questo lo chiamo genocidio!..
Le cure mediche non sono accessibili a tutti e le strutture migliori sono riservate alle persone di nazionalità cinese..e lo stesso discorso vale per l'istruzione..
La lingua tibetana..l’insegnamento e lo studio del Buddismo è proibito..L'odierna apparenza di libertà religiosa è ai soli fini propagandistici per incentivare il turismo..
La Cina trasferisce in modo massiccio e ininterrotto coloni cinesi riducendo i tibetani ad essere sempre più minoranza nel proprio paese..Il Tibet..da sempre paese pacifico tra la Cina e l’India..è stato trasformato in una vasta base militare che ospita non meno di 500.000 soldati cinesi e un quarto della forza missilistica nucleare cinese valutata complessivamente in 550 testate nucleari facendone un deposito di rifiuti tossici e di scorie radioattive..
Inoltre le risorse naturali del Tibet e la sua fragile ecologia stanno per essere irrimediabilmente distrutte..come risultato dell'invasione cinese..Gli animali selvatici sono stati praticamente sterminati..le risorse naturali sfruttate selvaggiamente (oro..uranio e soprattutto legname)..le foreste abbattute (il 46 per cento della superficie boschiva) e il terreno è stato impoverito ed eroso..
Quello che la Cina sta facendo subire al Tibet e al suo popolo è uno spaventoso sopruso che ripugna alle coscienze di tutte le persone libere e amanti della libertà..della pace e dei diritti umani..
Spesso si parla di valori e trovo che avere la possibilità di ricevere un Premio Nobel per la Pace (1989) sia un atto di grande valore..
E invece no!..in Italia i nostri parapolitici cattocomunisti succubi di Pechino e indegni di rappresentarmi sono imbarazzati e non ritengono opportuno incontrare ufficialmente il Dalai Lama durante la sua oramai imminente visita in Italia..per paura di una ritorsione economica della Cina nei confronti della nostra bell’Italietta..
Se questi nanerottoli preferiscono tutelare gli affari dell’imprenditoria se ne vadano in Cina allora e non usino la dignità di un intero popolo per tutelarli..E si ricordino che non siamo una provincia cinese ma uno stato libero!..
Anche il mio amatissimo sindaco di Milano..la Letizia Brichetto Arnaboldi più nota come Letizia Moratti detta Leti..non incontrerà il Dalai Lama ufficialmente per paura che possa perdere i voti della Cina per la candidatura di Milano per l’EXPO del 2015..Machissenefrega!!..che il mondo gli boicotti le Olimpiadi del 2008!!..che ci si renda conto che un atto vile giustificato da opportunità economiche è un’offesa alla democrazia e all’intelligenza di noi cittadini..
Per non parlare del buon Papa Benedetto XVI che non è nemmeno minimamente intenzionato a ricevere il Dalai Lama al Vaticano in quanto non è inserito nella sua agenda di programma..
Che poi un Pastore di Scemenze che cosa potrebbe mai dire ad un Oceano di Saggezza?!?!..
Ci vuole Zen..tanto Zen..
E allora rileggo e riporto le parole del Dalai Lama che danno il senso della cultura e delle aspirazioni di un intero popolo che ancora resiste e che pone il mondo di fronte a una sfida di valore universale..la vittoria del Tibet nella sua lotta..condotta in modo assolutamente pacifico e non violento contro l’occupazione militare cinese che dura ormai da più di mezzo secolo..
E questa sarebbe la vittoria più bella per l’umanità..
Cinesi inclusi..
“Io sogno un nuovo Tibet, un paese libero, una zona di pace, dove i sei milioni di tibetani potranno ricreare il nostro modo adattandolo ai molteplici aspetti del mondo moderno. Io lo vedo come un luogo che tutti, senza escludere i nostri vicini orientali, potranno visitare, dove gioire dell’aria fresca e della bella luce delle montagne, dove trovare ispirazione in un modo di vivere tranquillo e impregnato di spiritualità, e dove forse imparare a capire meglio il loro proprio mondo soffermandosi a meditare per un po’ alle nostre altitudini”..
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
4.00
6
commenti
Etichette: Cina, Dalai Lama, Diritti Umani, Tenzin Gyatso, Tibet, Yin e Yang
mercoledì 21 novembre 2007
Bambini Sempre
La Carta Internazionale dei Diritti dell'Infanzia è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989..Allora la Convenzione suscitò enorme entusiasmo e consenso tra i paesi aderenti..ma nonostante tutto ancora oggi in molte regioni del mondo i diritti dell'infanzia non vengono nemmeno lontanamente applicati..
Pubblicato da
Ramino
alle
19.00
0
commenti
Etichette: Carta dei Diritti dell'Infanzia, Giobbe Covatta, Mortalità Infantile, Nazioni Unite
sabato 17 novembre 2007
La Linea Rossa

C'è qualcuno..pochi e potenti..che vogliono che Genova sia una questione chiusa..ma non può e non deve esserlo..non lo si può permettere e non lo si deve accettare..perchè sono tante le verità che mancano in questo paese e non si può lasciare che Genova diventi l'ennesima verità defraudata..l'ennesimo atto di ingiustizia sociale..
In una Democrazia normale la catena di comando che non ha funzionato in quei giorni..come minimo..sarebbe oggetto di una commissione d'inchiesta per sapere quello che è successo..
Se la Costituzione fosse cosa viva..animatrice giorno per giorno della nostra vita pubblica..il dopo Genova sarebbe stato un cataclisma giudiziario e politico..invece..
E invece..se volgiamo lo sguardo proprio su Genova..ci si rende conto che il nostro è un paese pocamente democratico..ci si rende conto che la nostra Costituzione è in agonia..non anima più la vita istituzionale..non è il faro che illumina il parlamento..i tribunali..la vita di tutti i giorni..
A Genova ci sono diversi processi tuttora in corso..Uno è su quello che è avvenuto la notte tra il 21 e il 22 luglio..quando a G8 ormai finito..la polizia ha fatto irruzione nella scuola Diaz e nella scuola Pascoli..quartier generale del Genova Social Forum..distruggendo documenti..file..foto e filmati..e pestando e massacrando unilateralmente senza distinzione 93 persone inermi che dormivano..tutte arrestate e 82 ferite..giustificando l'azione con il ritrovamento di due molotov che come si saprà in seguito furono portate dagli stessi agenti (è il caso più eclatante di fabbricazione di prove false a carico degli arrestati)..
Storia da macelleria messicana..
Un'altro è sulle torture..le sevizie e le umiliazioni inflitte dagli agenti ai ragazzi arrestati che sono avvenute nella Caserma "Lager" di Bolzaneto..
"Il cancello si apriva in continuazione - racconta un poliziotto - dai furgoni scendevano quei ragazzi e giù botte..Li hanno fatti stare in piedi contro i muri..Una volta all'interno gli sbattevano la testa contro il muro..A qualcuno hanno pisciato addosso..altri colpi se non cantavano faccetta nera..Una ragazza vomitava sangue e le kapò dei Gom la stavano a guardare..Alle ragazze le minacciavano di stuprarle con i manganelli..Ho ancora nel naso l'odore di quelle ore..quello delle feci degli arrestati ai quali non veniva permesso di andare in bagno.."
Forse ad Abu Ghraib c'erano più diritti umani..
Quello che è certo è che tutti quei reati..anche se venissero giudicati tali in sentenza di primo grado..prima di passare in secondo grado e di essere sanzionati definitivamente saranno caduti in prescrizione..ciò vuol dire che nessuno delle forze dell'ordine coinvolto in quelle violenze pagherà per come ha agito..
Se questo vuol dire essere uno Stato di Diritto siamo all'aberrazione..
Ancora ci si chiede con indignazione perchè l'inchiesta sulla morte di Carlo Giuliani..nata con l'accusa di omicidio volontario..è stata archiviata con un nulla di fatto..Secondo la tesi del Pm il proiettile che uccise Carlo Giuliani fu deviato da un sasso (volava?) e in ogni caso il carabiniere Placanica sparò per legittima difesa.. Ma è forse bene ricordare che ha sparato a un ragazzo con un estintore in mano distante 4 mt..
Dal 2001 le uniche persone realmente sotto processo dai Pm Canepa a Canciani sono 25 manifestanti arrestati all'epoca..per il quale sono state chieste dall'accusa pene severe per un ammontare di 225 anni e 100.000 euro a testa per il reato di devastazione e saccheggio..paragonando i fatti di strada al massacro della Diaz e alle torture di Bolzaneto..senza ricordare che però gli oltre 70 poliziotti indagati sono imputati solo per lesioni..falso e calunnia..e non per il massacro e le violenze che furono realizzate..
Mi chiedo se abbia senso che un ragazzo ripreso da una telecamera in via Tolemaide mentre lancia un sasso che non colpirà nessuno..e lo lancia dopo una carica sbagliata e ingiustificata dei carabinieri..si prenda sei anni di galera e finisca davvero in prigione..mentre i funzionari e dirigenti imputati per la Diaz rischiano pene minori..sono certi di non andare mai in galera e nel frattempo hanno ottenuto gratifiche e promozioni grazie a supremi dirigenti di polizia e ministri compiacenti?..Come dobbiamo chiamare questa incontestabile verità?..
Si toveranno mai dei responsabili sui fatti di Genova?..Ecco perchè si chiede a gran voce una commissione d'inchiesta..perchè nessun'aula di tribunale può indagare sulle responsabilità politiche sulla gestione di quel disordine pubblico..perchè punendo i diretti responsabili si possa restituire quell'onore e quella dignità a quelle forze dell'ordine che deditamente fanno il loro mestiere ogni giorno con professionalità..onorabilità e rispettabilità..proprio per non lasciare che l'impunità crescente finisca per macchierne l'immagine generale..
E se la verità è la premessa per la giustizia..senza verità non può esserci giustizia..e a Genova che non dimentica..la linea rossa c'è ancora..stà tra noi e la verità..amara e indelebile..come la traccia aperta di una ferita..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
23.30
1 commenti
Etichette: Amnesty International, Carlo Giuliani, G8, Genova, Giustizia, Verità
mercoledì 14 novembre 2007
Mare Nero
Leggo in questi giorni delll'ennesimo disastro ambientale..l'affondamento della petroliera "Volganeft-139" nello stretto di Kerch che collega il Mar d'Azov al Mar Nero in Russia..costruita per la navigazione fluviale (ma che ci faceva in mare?) e in servizio dal 1978..
Più ci penso e più mi sale la rabbia..
Riporto “solo” alcuni degli incidenti che negli ultimi anni hanno visto protagoniste le petroliere o come sarebbe più appropriato chiamarle..le "Carrette del mare"..
- Aprile 1991 - 159 milioni di litri della petroliera “Haven” si riversano sulle coste Liguri..
- Dicembre 1992 - La petroliera greca “Aegan Sea” con 80.000 tonnellate di greggio urta il molo del porto di La Coruna in Galizia in Spagna e affonda..
- Gennaio 1993 - La petroliera liberiana “Braer” si schianta nei pressi delle isole Shetland in Gran Bretagna spezzandosi e riversando in mare 85.000 tonnellate di petrolio..
- Marzo 1995 - Una marea nera lunga più di 20 chilometri si rovescia nel Danubio..nella Bassa Baviera..30.000 litri di greggio fuoriescono dalla petroliera olandese "Patric"..
- Febbraio 1996 - La petroliera liberiana "Sea Empress" (un bel nome appropriato!) si incaglia nel sud del Galles..Perde 70.000 tonnellate di greggio..
- Gennaio 1997 - Un forte temporale provoca il naufragio nelle vicinanze dell'isola di Oki in Giappone..della petroliera russa "Najodka"..In mare finisce gran parte del carico..
- Febbraio 1997 - La petroliera panamense "San Jorge" si incaglia al largo delle cose dell'Uruguay e rovescia in acqua parte delle sue 80.000 tonnellate di carico (petrolio e combustibili raffinati)..
- Dicembre 1999 - La petroliera "Erika" dell'armatore italiano Savarese fa naufragio davanti alle coste della Bretagna francese..La marea nera generata da almeno 20.000 tonnellate di greggio contamina più di 400 chilometri di costa..
- Gennaio 2001 - Il naufragio della “Jessica” al largo dell'arcipelago delle Galapagos..una delle pochissime oasi naturali del mondo..provoca la fuoriuscita di 175.000 galloni di carburante..Molti animali marini vengono fatti evacuare mentre lo stato d'emergenza per le Galapagos viene dichiarato dalle autorità ecuadoriane..
- Novembre 2002 - Affonda a 3850 mt di profondità la nave "Prestige"..riversando nei mari e su oltre 295 km di coste della Galizia in Spagna 77.000 tonnellate di petrolio..
Credo che questi incidenti possano bastare a rendere l’idea..
Le "Carrette del mare" dicevamo..
Queste imbarcazioni sono in circolazione senza possedere i necessari standard di sicurezza richiesti dalle nuove regolamentazioni internazionali..
Basta pensare che una normativa internazionale stabilisce il massimo di operatività di una nave destinata al trasporto di sostanze inquinanti in 20 anni di servizio effettivo..quando invece l'età media delle petroliere in navigazione è di 16 anni..In questo modo è facile rendersi conto del grave rischio che corrono i nostri mari..
A onor del vero ad inquinare i mari in modo gravoso ci sono anche le dispersioni di oli dovute alla normale navigazione e soprattutto alla vietatissima pulizia delle cisterne..Se viene fatta negli appositi bacini di carenaggio ha un costo notevolmente superiore alla più semplice pulizia fatta di nascosto e artigianalmente appena raggiunte le acque internazionali..
I danni per l'ambiente sono stati e saranno ancora per molto tempo gravissimi..forse irreparabili..E' provato che la fuoriuscita petrolifera in caso di incidente distrugge chilometri di costa devastando barriere coralline..spiagge e tutta la fauna che vi abita..questo anche se contenuta dall’opera dei soccorritori..
Quando una petroliera subisce un incidente nel quale ci siano dei versamenti di petrolio in mare si provocano molti danni all'ambiente..
Il petrolio forma infatti uno spesso strato superficiale chiamato comunemente "marea nera" che impedisce l'ossigenazione dell'acqua e la penetrazione della luce solare..Gli organismi..si sà..non possono vivere in assenza di ossigeno e luce solare..
Negli animali salvati è stata dimostrata una successiva carenza nelle funzioni di isolamento termico della pelle semidistrutta dal greggio e una diminuzione del 50% nella capacità riproduttiva..Gli uccelli che rimangono imprigionati nel petrolio non possono più volare..
Nel “nostro mare”..il Mediterraneo..che è appena l'1% dei mari del Pianeta ma una delle zone marine più inquinate al mondo..si concentra il 28% del traffico mondiale di petrolio..300 petroliere che rilasciano complessivamente una scia nera di 2.800 tonnellate di petrolio al giorno..equivalenti a 15 "Prestige" l'anno (la petroliera naufragata al largo della Galizia nel 2002)..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
5.00
1 commenti
Etichette: Ambiente, Ecologia, Ian White, Inquinamento, Lucio Dalla, Petroliere
domenica 11 novembre 2007
Come in un Osteria di Fuori Porta
C'è tutto quello che occorre mentre si attende seduti per terra all'interno del Palazzetto dello Sport San Filippo di Brescia..il vino rosso e gli amici..quelli non devono mancare mai..
Una cosa stupisce fin da subito..la presenza di molti giovani e giovanissimi..Ce ne sono tanti..tantissimi a riempire il palazzetto..ed è bello vedere come un cantautore che ha abbracciato l'arco di tre generazioni sia ancora così amato anche da chi ha imparato a conoscerlo solo da poco..
Seduti davanti a me c'è una coppia di giovani genitori con i loro due bambini..Stupito e meravigliato ci parlo..Mattia ha 4 anni e Yara ne ha 8..è il loro primo concerto..li invidio..e mi chiedo che ricordi avrei oggi se alla loro età avessi assistito ad un concerto di chi oggi non c'è più..un concerto di Giorgio Gaber o di Fabrizio De Andrè..
Quando il palazzetto ha iniziato a riempirsi la gente si è fin da subito seduta per terra davanti al palco..L’afflusso della folla è impressionante..non c’era più nessun posto per sedersi..così le persone ai lati del perimetro sono rimaste in piedi..
Alle 21 le luci del palazzetto si spengono..le urla e gli applausi del pubblico si fanno assordanti..ci siamo!..
Entrano prima i suoi complici musicali..così come gli ha definiti Francesco..sotto una tenue luce rossa..Ellade Baldini alla batteria..Antonio Marangolo sax-percussioni..Vince Tempera tastiere e pianoforte..Roberto Manuzzi sax..armonica..fisarmonica e tastiere e infine Juan Caros "Flaco" Biondini alle chitarre..
Il palco s'illumina quando fa il suo ingresso Guccini..una sformata camicia rossa portata su un paio di jeans..la lunga barba bianca..il sorriso affabile..la lenta andatura trichechica che quasi a molti è sembrato di vedere Babbo Natale..Che bello allora esiste!..
Avanza fino al centro del palco..ci guarda..sorride..allarga le braccia come a stringerci tutti in un grande ideale abbraccio..e infine..immancabilmente..a suscitare l'entusiastico boato della folla..alza in un consueto gesto di saluto il pugno chiuso del braccio sinistro..
"Ovviamente è una buona sera"..esordisce con queste parole..poi ci chiede "Come và?"..parla a ruota libera intrattenendo il pubblico con una serie di riflessioni..Inizia parlando di Brescia..tra il serio e il faceto..descrivendo quanto sia una città viva nei tre giorni in cui c'è stato..con le strade deserte alle 20.00 di sera..i musei chiusi e di come abbia fatto la sola conoscenza in giro per le strade di Ismael..Mohammed e Sufil..
"Su al castello all'interno del cortile all'ingresso sapete cosa c'è?..C'è una locomotiva!"..sorride.."Mi hanno chiesto se volevo farmi fotografare vicino alla locomotiva..ma ho resistito"..
Poi racconta un aneddoto su Fini e di come solo per un caso del destino lui non abbia scritto la Locomotiva e Francesco non fosse diventato segretario di Alleanza Nazionale..Effetto Sliding Doors!..
Infine arriva la stoccata più pesante quando ricorda senza nominarlo Enzo Biagi.."Silvio ha dichiarato che l'Editto Bulgaro non c'è stato..lui non l'ha mai detto..è colpa dei giornalisti che lo hanno sempre frainteso"..prosegue.."Anche io sono stato frainteso..Io non ho mai detto 'Trionfi la Giustizia Proletaria'..no..non l'ho mai detto..Io l'ho cantato!!..e per ribadire ancora il concetto stasera mi sono portato tutto il gruppo!"..
Poi dopo un attimo di silenzio..Francesco racconta di come..lui giovane cantante..nel lontano '64 abbia cercato di approcciare una ragazza straniera cercando di tradurre "Noi non ci saremo" in inglese..
"We'll see only a big fireball (come cazzo si dice sfera in inglese?!)..More great of sun more large (come si dice vasta?!) of world..No scream will sound again (come si dice risuonerà?!)..and only the silence like a sheet over a dead man will stretch"..pausa..
"Lei non capiva niente e mi guardava con occhi sgranati"..e mi disse "Sheet over a dead man?!".."Yes!..Sheet over a dead man!".."Ma come cazzo si dice sudario?!"..
"Senti fai una cosa..tu ascoltala in italiano..poi fai finta di niente..lascia perdere"..
Mi sa che ha proprio lasciato perdere..
Esilarente una gag tra lui e il venditore di bibite e panini che per tutta la sera è passato tra le persone sedute per terra..Francesco si ferma e gli chiede che cosa vendeva da bere..lui ha risposto se voleva una birra..Francesco ci pensa un pò sù e risponde.."Mah!..Boh!..Ma un chiarellino?!"..
Presenta la band e canta la bellissima "Canzone della bambina portoghese"..
Poi riprende a parlare della musica italiana e di come a conti fatti la maggiorparte delle canzoni scritte siano d'amore..
"Tutte le coppie hanno una 'nostra canzone'..e io mi sono sempre immaginato Togliatti e Nilde Iotti ballare sulla 'loro canzone'..o Claretta Petacci con Benny..si si..lo chiamava così..non lo sapevate?..probabilmente le amanti di Napoleone a lui lo chiamavano Nappy!"..
Si ride..poi sentirlo parlare con quella sua inconfondibile 'r moscia' e quel suo modo pacato e..anche un pò rozzo..da uomo di osteria che beve vino ad ogni intermezzo musicale..è sempre straordinariamente bello..
E allora eccole arrivare le sue canzoni sentimentali..
Inizia con quella che per me è un capolavoro..la malinconica "Canzone delle domande
consuete"..che ricorda nella musica e nel testo lo stile dei cantautori francesi come Jacques Brel che lui stesso ha sempre amato..Poi prima di cantare "Farewell" dice.."E' bellissimo come possano cambiare le cose nel giro di un attimo..ti immagini un cielo azzurro stupendo..una persona che ti ama..che ti appaga..si è felicissimi..e il giorno dopo PAM!..nella merda!..perchè lei ti molla..e allora lì non resta che guardare avanti e dirsi ciao..arrivederci..Farewell.."
Riecco il venditore di bibite passare sotto il palco..Francesco si ferma ancora..lo guarda..poi si gira verso il chitarrista e gli dice che è la prima volta che vede vendere bibite e panini durante un suo concerto..
Da sotto il palco il venditore grida..alzando le braccia.."Sei grande Francesco! Sei grande!"..e lui per tutta risposta gli dice "Ma veramente sei più grande te..e anche robusto!"..
In effetti fra tutti e due sembravano Babbo Natale e il Gabibbo!..
Poi canta "Incontro" e "Vorrei"..
"C'è troppo revisionismo ultimamente e persone che ritengono di dover cambiare i fatti ormai noti e accertati della storia della Resistenza Italiana" dice..
E allora ecco "Su in collina"..una bellissima poesia partigiana in dialetto bolognese che Guccini ha tradotto e che è stata musicata da "Flaco" Biondini..
Al termine ha aggiunto.."Questa canzone la dedico a Giampaolo Pansa..poichè io ho dichiarato di preferire i libri di Giorgio Bocca ai suoi..lui mi ha accusato di essere un reazionario"..
Applausi sentiti..
Continua con "Signora Bovary"..
Al termine nell'introdurre "Eskimo"..più volte richiesta dal pubblico assieme a "L'avvelenata"..
"L'avvelenata NO!..ne ho i coglioni pieni di cantarla..ma perchè poi?..anche la Mannoia ha appena fatto una raccolta dove canta 'Dio è morto'..Ne ho scritte tante e mi chiedono sempre le stesse tre canzoni..potrei salire sul palco cantare solo quelle e andare via che il pubblico sarebbe contento!"..
"Avevo appena finito il servizio militare..Tragedia!..Dovevo tornare a casa ma non volevo assolutamente presentarmi con quella ridicola divisa..allora con pochi soldi in tasca sono andato a comprare degli abiti civili..ed è lì che ho avuto il mio..Eskimo.."
E tutti su in piedi come una molla a cantare avanzando sotto il palco..
Ormai è il visibilio assoluto quando partono le note di "Cyrano"..
Poi fa largo la commozione per "Il vecchio e il bambino"..e mi si attanaglia il cuore quando Francesco imbraccia (a fatica!) la chitarra acustica e comincia ad arpeggiare le note di "Auschwitz"..le immagini dei campi di sterminio che ho visto questa estate mi esplodono nella testa e negli occhi..il bruciore è forte e non resisto..
Le ultime canzoni sono quelle di sempre..Parte nell'abbraccio collettivo "Dio è morto"..poi è il momento dei saluti..ed ecco "La Locomotiva"..le luci del palazzetto si accendono lentamente..ci vediamo..siamo tanti..siamo giovani e belli..e siamo incazzati col sistema e questa società malata..
Si canta a squarciagola fino a rimanere senza fiato..il cuore pompa come il motore di quella locomotiva impazzita lanciata a bomba contro l'ingiustizia..il braccio è alzato..il pugno è chiuso..
Si aprirà solo alla fine..quando sullo sfumare delle ultime note..le mani..battendo all'unisono in un applauso carico di felicità..gratitudine e di rinnovata speranza..salutano Francesco..che con un ultimo sorso di vino a bagnare la gola provata da oltre due ore di concerto..ricambia il saluto commosso allontanandosi dal palco lasciandoci già il ricordo di una splendida serata..
Mario
Ps..Un grazie sincero e di cuore a Vigo..alla Manu e ad Andre..amici e compagni..anche di bevuta..di questa magnifica serata..
Pubblicato da
Ramino
alle
8.00
3
commenti
Etichette: Brescia, Concerto, Francesco Guccini, Giustizia Proletaria, Resistenza
venerdì 9 novembre 2007
La Fine è il mio Inizio
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutti il culo”
Il 9 Novembre 1989 cadde il simbolo di un Europa divisa..il Muro della vergogna che la DDR iniziò a costruire con del filo spinato nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 nella Berlino Est..
Quando i Berlinesi si svegliarono si trovarono nell’incredulità separati tra il settore occidentale controllato dagli Alleati e quello orientale sotto il giogo del regime Sovietico..
Da allora l’Est divenne una strana prigione nella quale i cittadini reclusi erano in realtà liberi..
Oggi la caduta del Muro di Berlino compie 18 anni..
Mi piacerebbe raccontare tutta la storia del Muro..dei suoi 28 anni..degli aneddoti sulle fughe riuscite..e quelle finite non altrettanto bene..
Mi piacerebbe parlare del male che ha fatto dal momento della sua erezione..della disperazione e del dolore che ha creato nel dividere famiglie..amici..o semplici conoscenti..
Ma non lo farò..
Tutto quello che ha rappresentato il Muro è legittimamente riconosciuto da ogni coscienza..tanto da far sì che il 9 novembre venga ricordato dalle istituzioni come il giorno per la dignità umana e il riconoscimento dei diritti di libertà di ogni uomo..
Libertà di ogni uomo..Ecco di che cosa voglio parlare..
"La piramide di Cheope
E’ difficile non vedere lo sfruttamento perpetrato ai paesi dell'Est..Le persone che allora hanno creduto di essere libere nell'euforia generale oggi non sono altro che gli schiavi della società occidentale..che è riuscita a convincerli che e' una vita migliore quella di lavare i vetri delle automobili ferme ai semafori o di prostituirsi all’interno di esse..piuttosto che vivere in una condizione di uguaglianza..
Un vecchio proverbio insegna che una cura dimagrante fa bene alla salute di un uomo grasso ma può essere fatale per un uomo magro..I ricchi paesi dell'Ovest se la cavano bene o poco male con la frattura sociale e la spoliticizzazione dei loro popoli..ma le magre popolazioni dell'Est si sentono perdute in una società dove solo il denaro conta ma il salario non basta a nessuno per vivere determinando gli effetti di emigrazioni di massa verso i paesi più ricchi..
Simultaneamente nei paesi dell’Est..dopo la caduta del Muro..tutte le frontiere sono state aperte ai prodotti occidentali che hanno riempito gli scaffali dei negozi..un tempo vuoti..per dimostrare che l'Est si stava energicamente integrando nel mercato mondiale..
Con la stessa precipitazione tutte le monete sono diventate semiconvertibili o totalmente convertibili..cosa che ha facilitato gli affari degli investitori -sciacalli- occidentali..Dovunque i consiglieri americani o europei hanno pilotato queste modifiche con l'ideologia della scuola ultraliberista..
Non poteva andare in altro modo..Infondo non si trattava di "sradicare il cancro del Comunismo"..come correntemente annunciato..e adattarsi alla mondializzazione dell'economia che..come è noto..non ha i problemi sociali al centro dei suoi interessi?..
C'è poco da stupirsi che i salari siano rimasti molto indietro rispetto all'inflazione e se i sussidi per i disoccupati sono miserevoli e le risorse per l'educazione..la salute e la cultura sono state regolarmente e drasticamente ridotte..
E non si può attribuire in eterno al passato Socialista dell'Est la colpa delle ingiustizie dei nuovi regimi..
Il Muro..simbolo di quell’Utopia defunta che è il Comunismo..nel cadere diede inizio al processo della grande normalizzazione e dell’omologazione spazzando via ogni residua pretesa barriera ideologica e di contrapposizione..decretando la vittoria dell'unico altro pensiero..quello capitalista occidentale..lasciando un senso di vuoto senza ideali..
La caduta del Muro infine..ha sì sancito la fine della Guerra Fredda (in realtà 40 anni di non guerra) e del totalitarismo del blocco sovietico..ma ha anche dato inizio a un regime più sottile e inquietante..quello della Pace Terrificante evocata da De Andrè che ne colse già allora i primi segni..e che ha portato i paesi occidentali..ormai dominatori incontrastati..negli anni successivi a interventi di democratica chirurgia senza anestesia..fatta di conflitti..bombardamenti..invasioni e guerre..al solo scopo di sfruttare le ricche risorse naturali di paesi sempre più poveri..
Dove forse occorre ricordare che il 90% delle vittime dei conflitti contemporanei sono civili..
Mario
Pubblicato da
Ramino
alle
12.00
2
commenti
Etichette: Capitalismo, Comunismo, Economia, Fabrizio De Andrè, Muro di Berlino













































