"La parola non è un oggetto casuale..una merce di scambio..un codice di comodo..è la storia..l’intelligenza che adatta o reinventa..l’emozione che dà accenti..ritmi soavità e burrasca..aspetto..volto alla muta condizione del cuore..La parola ricorda..ricorda com’eravamo..perché siamo..come saremo..ricorda nell’intimo della sua essenza..in una memoria che sopravvive ai suoi nuovi colori e ai suoi vecchi significati..perché se le cose le ha create Dio..le parole sono le cose ricreate dagli uomini..è quel nome..la vita.."
(Roberto Vecchioni)

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mercoledì 7 maggio 2008

Luci Fredde


“E andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
e andiamo a vedere i colori delle ciminiere
dall'alto dei nostri elicotteri immaginari
andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male
ad assaltare ancora i cieli a farci sconfiggere e finire sui telegiornali
foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali
andiamo a vedere i cantieri delle case popolari
dai finestrini dei treni ad alta velocità
trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città
andiamo a vedere le luci della centrale elettrica”..
(Le Luci della Centrale Elettrica)


Mi muovo con calma..finisco di ascoltare “Piromani” e di bere l’ultimo goccio di una bottiglia di vino che non chiedeva nulla se non di essere finita..
Passo a prendere Jhonny..tagliamo in due la città sotto un cielo notturno illuminato a giorno da stelle cianotiche e in poco tempo siamo al Magnolia..
Stasera ci sono Le Luci della Centrale Elettrica..
Sono curioso e ansioso di vederlo suonare dopo una settimana di persistente presenza nel mio Zen..
Il locale Arci è semideserto quando arriviamo..e allora mi chiedo quanta gente potrà mai venire in un caldo martedì di primavera a sentir cantare il ferrarese Vasco Brondi nel caldo buco del Magnolia invece di andare ad ubriacarsi di veleno tra i fumi di smog per le strade della Milano da bere..
Prendo una birra media..usciamo all’aperto e per ammazzare il tempo puntiamo dritto verso il calcetto..
Cerco due persone per giocare..fermo due ragazze poco distanti e le chiedo se vogliono aggregarsi..
Una è disponibile e gentile..l’altra è visceralmente antipatica..vestita per le Guerre Stellari la tipa si atteggia e sibila come Carla Fracci dietro ai suoi occhiali da sole anni ‘70 che sono due televisori spenti..
Miss occhi di criptonite celati dietro a due saracinesche trova il calcetto sterile perché a suo dire solo gli spagnoli potevano inventare una roba così inutile..
Dopo vari tentativi di convincerla anche da parte della sua amica gioca con me..
Quasi non le tocca nemmeno le stecche la venere brianzola..forse crede che siano un ricettacolo di batteri e di virus nemmeno si trattasse di dover impugnare due siringhe infettate..
Perdiamo nel breve tempo di una canzone del nuovo bell’album degli Afterhours che il DJ passa in sottofondo..
Noto che la sua amica ha nella borsa il Siddharta di Hermann Hesse..ne parliamo con piacere fino a quando l'altra..che ora mi ricorda Mina..ci interrompe enunciando che lei ha letto Il meraviglioso tubetto di Manuel Agnelli..
Sono confuso..
Parla di niente ma con piglio personale finché la discussione non precipita sull’arte..
Lei sa tutto dell’arte perchè è artista vera..se la tira da paura..
Non la reggo..è insopportabile..è l’incarnazione sputata della ragazza milanese che prenderei volentieri a calci nel culo..
Moderna rompipallesnobistasupponentealtezzosa che crede che il Caravaggio è uno dei tanti perché lei saprebbe fare meglio le semplici nature morte del Merisi..
In due secondi due la demolisco..
Disgustata dalla mia eresia le viene un giramento di testa e se ne va..
Addio fottiti e non aspettarmi..
Si chiama Fulvia..
Quando la incontrate usate il napalm!..
Intanto dentro c’è movimento..
Il concerto stà per iniziare..
Munito di chitarra acustica nera coperta di scotch di carta Vasco Brondi sale sul palco..si siede su uno sgabello e distorcendo la chitarra saluta..
“Noi siamo Le Luci della Centrale Elettrica”..Il noi è solo lui..ma stasera ha ragione..non è solo..
Ad accompagnarlo sul palco alla chitarra elettrica c’è niente di meno che il padrino che lo ha scoperto..il grande Giorgio Canali (CCCP-CSI-PGR-Rossofuoco)..
Le Luci della Centrale Elettrica si accendono da sé..come insegne in una notte di provincia..La chitarra acustica è maltrattata..quella elettrica presa a pugni con sequenze sonore quasi ipnotiche spesso basate su due soli accordi che ricadono l'uno nell'altro come una condanna..come un pendolo..come le cose della routine..
Il cantato è sussurrato..urlato..strillato..con una voce che sa di Rino Gaetano moltiplicata ed effettata con esiti schizofrenici..
Le liriche distorte di Vasco sono quanto di più suggestivo attualmente si possa trovare..
E’ amarezza che ti entra sottopelle..è tutto ciò che ti sta intorno e ti schifa che ti viene sbattuto in faccia..è musica che nella sua visceralità non puoi fare a meno di ascoltare e riascoltare..
E’ il dolore malsano..la disperazione quotidiana..il passato in un loop feroce..l'immediatezza del ricordo..l'esserci di colpo e senza compromessi..
L'Italia delle Luci della Centrale Elettrica è un paese alienante ed alienato..solo un malato nervosismo ed esplosioni di rabbia incontrollabili possono permettere di vederlo sotto i suoi vestiti e le sue maschere..
I panorami paranoici dell'Emilia Romagna..l'alienazione della pianura abituale e della riviera inutile e ancora quel senso di bruciore di chi da qualche parte c'è stato e ci si è stretto per il freddo..
Vasco parla e suona di tutto questo..con la sua chitarra amplificata dagli accordi a volte ossessivi..con una voce abrasiva e immagini evocative e con qualcosa da dire che ci riguarda in maniera dolente..
Ascoltarlo lascia quel gusto amaro e il nero su per il naso come dopo una passeggiata in mezzo ai camion..Canta per immagini di accostamenti sbagliati..di aforismi liberamente componibili..paesaggi urbani e giornate in cui spesso ti trovi a maledire le diecimila case sfitte perchè non hai nemmeno un posto per scopare con lei..invidiando le ciminiere perchè hanno sempre da fumare e tanto per trovare qualcosa da fare non ti resta che andare a vedere le luci della centrale elettrica..
Dieci pezzi (Canzoni Da Spiaggia Deturpata) che sono la commistione di un'accesa propensione poetica e di una domesticità cruda..insopportabile..di un realismo secco..
Il massimo della poesia accanto al massimo della prosa..come in una proporzione dove bisogna disegnare la corrispondenza tra sogni troppo alti e un presente di merda..
Ci sono la cena a lume di televisore e le caverne universitarie dove vagano studenti con il mal d'Amsterdam mentre altri si impiccano in garage lasciando come ultime volontà le poesie di Vian..
C’è chi per andare dalla propria ragazza vorrebbe un volo a basso costo della Ryan Air..ma invece si rimane a fare i pendolari tra cittadine provinciali e realtà post-industriali con la polvere da sparo sui davanzali (Ferrara e Milano) dove per guadagnarsi quattro soldi di sopravvivenza si va a fare i camerieri a Berlino o ci si immerge in uno dei tanti pochi lavori temporanei dove magari si possono coltivare distrattamente altri amori interinali..
Quelle di Vasco sono parole che servono a capire gli incubi dei pesci rossi..testi in cui vi è pressata una generazione che nessuno aveva ancora cantato..
Ma c'è anche una sostanza musicale di tutto rispetto fatta di continue variazioni di effetti di ritmi serrati che cadenzano quelli delle macchine nella circonvallazione..di tregue quiete e inquietanti in mezzo all'inferno di traffico e rumori e di impennate violente..
Queste sono le luci che Vasco ci mostra..luci fredde che graffiano impietose nel buio instabile..
Luci che hanno il sapore di una cosa vera..di una cosa che non si sentiva dal tempo dei CCCP che non ci sono più..da un bel pò..
A fine concerto Jhonny mi guarda..annuisce convinto con la testa e dall’alto della sua saggezza mi esprime tutto il suo pensiero in poche significative parole..
“Questo è Punk 2.0”..

Mario


domenica 13 aprile 2008

La Domenica delle Salme


"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo..
Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere..
Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino..
E' strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile: non per quello che succede a me, a me non succede nulla, non è che io rischi qualcosa, è chiaro. Quello che fa male è vedere questo berlusconismo in cui purtroppo è coinvolta l'Italia e anche tante persone perbene"..

(Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001)

Parole che leggo e rileggo prima di uscire di casa..

La sezione 562 si trova al primo piano della scuola elementare Jacopo Dal Verme..
Fin da quando sono bambino so che quest’ultimo è stato un condottiero che nel 1391 sconfisse i francesi ad Alessandria con milizie esclusivamente italiane..Provo a prendere la cosa di buon auspicio..immaginando come sarebbe bello se chi oggi si crede la reincarnazione di Napoleone possa capitolare definitivamente a colpi di voti come di spada..
Ma so benissimo che la mia è pura illusione..
All’interno della stanza non c’è nessun elettore..tutto è tranquillo..tutto è in ordine..ogni cosa è al suo posto..
Resto sulla soglia per qualche attimo e come in una vignetta di Vauro mi dico a me stesso più e più volte che ‘si può fare’..ancora per questa volta..questa volta soltanto..l’ultima..
Alla fine mi ci vuole un certo sforzo per presentarmi con coraggio nel mio seggio..
Le cabine sono tutte libere e mi viene indicata la numero 1..
Apro la scheda rosa e con relativa fermezza voto prima alla Camera..
Quando apro quella gialla del Senato mi sento fin da subito richiamare dai colori dell'Arcobaleno..questo perché come capolista in Lombardia è stata candidata Rita Borsellino..ovviamente la cosa non può che farmi piacere..ma ho già deciso di non ridare il mio voto a Bertinotti..perchè mi ha stufato..inutile ricordare le gravi colpe del Faust sulla caduta del primo Governo Prodi..e poi non ha mai sognato contratti metalmeccanici..ma direttamente la presa del Palazzo e lo ha pure realizzato..in proprio..con quello di Montecitorio..

Distolgo quindi lo sguardo e vergo per la seconda volta il simbolo dell'Italia dei Valori..
Avrebbe anche potuto uscire sangue dalla punta della matita..tanta è la sofferenza e il dolore che provo verso queste ennesime elezioni farsa..
Già è così..nessuno parla più del 2006 (come se fosse passata un’eternità) e di come allora i vari brogli hanno ridotto l'assenteismo a una percentuale pressochè uguale in tutte le regioni..anche laddove era del 20% si è ridotta magicamente al 2%..Queste sono elezioni antidemocratiche senza Preferenza dove il voto di ognuno ha un valore diverso a seconda della regione in cui si vive..dove chi sta sotto alla soglia di sbarramento non sarà mai rappresentato nonostante abbia ricevuto centinaia di migliaia di voti..in qualche caso più di un milione..
Ripiego le due schede e le infilo dentro ai due scatoloni..
Esco fuori..sono disgustato..
Tutto è troppo bello..tutto è troppo pulito..anche le persone mi sembrano più buone e stranamente persino serene..
Io invece mi sento come un randagio che di sua spontanea volontà si è recato al canile tirato a lustro per l’occasione..per farsi fare una bella dose di democrazia partecipativa..
Mi guardo in giro..e più guardo e più respiro bene quest'aria..più ho la sensazione che ci si ritrovi ad essere né più né meno che in un qualsiasi paese dell’Est dopo la caduta del muro..Tutto qui è davvero fermo..tutto è immobile..l’aria è stantìa..l’ordine..il buonismo e la serenità sono solo finte apparenze..
Più passano gli anni e più il futuro fa paura a tutti..anche a chi cerca di non farlo vedere..ma se il muro a Berlino è caduto..qui ce l’hanno tirato su..non lo vediamo ovviamente..non è un muro di cemento e filo spinato..è un muro più astratto..ma c'è..e noi tutti siamo dall'altra parte..che è la parte sbagliata di quel muro..
Questa è la libertà che ci è stata imposta..
Lenin direbbe che “la democrazia è uno stato che legittima la sottomissione della minoranza alla maggioranza..ed è paragonabile ad un'organizzazione istituita per l'uso sistematico della forza di una classe contro l'altra..di una parte della popolazione contro l'altra”..
Io non so se sia veramente così..credo che il concetto di democrazia sia un’altro..credo nella democrazia greca e in particolare in quella ateniese..ma quando i molti (la casta) governano e pensano soltanto a contentar se stessi si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa..la tirannia mascherata da libertà..
Democrazia e Libertà..quali meravigliose utopie..
Dalla strada continua ad arrivare gente..le osservo interessato..ci sono molte persone anziane..
Molti di loro lo so..sono stati in un passato che pare sempre più lontano..partigiani..strenui difensori della libertà contro le infamie della dittatura fascista..perchè il mio quartiere..l'Isola..è così..lo è stato ai tempi della Resistenza e lo è tutt’oggi..l'ultima roccaforte rossa di una città sempre più nera..
E ne sono orgoglioso..
Mi arriva un messaggio che mi distrae dalla moltitudine di pensieri..
Jhonny mi scrive che avevo ragione io..contro ogni previsione di pioggia oggi c’è il sole..
E’ vero..è una domenica di sole..la giornata è molto bella e l’aria è primaverile..
Da lontano sento suonare a festa le campane di una chiesa..
Mi sembra di vivere tra le righe de “Il Sabato del villaggio” di Leopardi..
Ma oggi non è Domenica?..
Ma soprattutto mi chiedo che cosa diavolo ci sarebbe da festeggiare?..
Libero dalla catena la piccola Spicchio di Luna Rossa..
Getto un’ultima occhiata sulla scuola..
Poi mi volto verso Piazza Archinto e me ne vado..
Me ne vado sconfitto..
Perché oggi mi hanno preso tutto..
Con oggi ci hanno davvero preso tutto..
E con un sole e con un cielo così..

Penso che neanche Dio sia poi così tanto democratico..

Mario

sabato 22 marzo 2008

Due Magie



“All'orizzonte di quell’oceano ci sarebbe stata sempre un'altra isola..per ripararsi durante un tifone..o per riposare e amare..Quell’orizzonte aperto sarebbe stato sempre lí..un invito ad andare..”
(Hugo Pratt)


- A Milano c’è il mare..
- …
- Sul serio..io lo vedo il mare..il mio mare..è in Porta Genova..
- …
- E tu?..tu non vedi il tuo mare?..
- …
- …
- Io il mare lo immagino dietro ogni angolo..so che è lì..alla fine di ogni strada..

Si parlava così l’altra notte..una bella notte di quasi Primavera..
Una notte bianca..di quelle che vorresti non abbiano mai fine..
Guardavo la strada..la mia strada..di una città semideserta e illuminata dalle luci giallo ocra che brillavano sopra le nostre teste..creando la calda atmosfera di un piccolo paese..

E sotto quelle luci..nel cerchio di quel tempo e di quello spazio..tra i lunghi silenzi di entrambi che parlavano più di tante parole..il mio pensiero oscillava come un pendolo dell’anima..tra lei..la mia Nasten'ka di San Pietroburgo..e il mare..
Continuavo a guardare la fine della strada che mi stava davanti..immaginandomi il mare al di là del tempo e dello spazio che ci separava..
Milano un piccolo borgo di mare..quasi da non crederci..
Poi il pensiero ha smesso di oscillare e nella testa è riaffiorata una domanda che mi accompagna costantemente..
Che cosa c’è di più bello e di più magico nel mondo?..
La risposta..che ho sempre saputo..in quel momento è esplosa in un lampo..e in quel bagliore estemporaneo è apparsa lì..al mio fianco..alla fine della strada..in mezzo a quel silenzio..dentro di me..
Al mondo ci sono due grandi magie..
La prima più corposa..più viva..che è la donna..
L'altra più astratta..infinita..che è il mare..
Due magie che esprimono il significato di ciò che abbiamo..
La donna come essere in se straordinario di bellezza..di leggerezza..di forza..di sensibilità..di amore..che può illuminarti una vita o distruggertela..che può condurti sulla vetta di una felicità sognata o può farti sprofondare in un abisso di dolore reale..
Padrona del tuo animo e carnefice del tuo cuore..
Ma l’unica che ti insegna che l'amore non finisce mai..
Il mare invece come senso dell'esistenza..perché tutto è mare..nel mare nasce tutto..muore tutto..vive tutto..
Tutto quello che passa sul mare invece ha meno importanza..è il mare in sè che conta..e lo sa il cielo che nel mare si specchia e si perde..e lo sa la terra che al mare si inchina e si arrende..
Per molti il mare invece è una sfida..un andare contro certi limiti..i nostri limiti..come Ulisse contro le Colonne d'Ercole..oltre la fine del mondo conosciuto..
Per altri invece il mare è l’accettazione della vita..come ne Il vecchio e il mare di Hemingway..Capire che la vita è tutta lì e che tutte altre cose passano..vanno via..come una barca all’orizzonte vista e perduta nell’attimo che un faro la sfiora con un raggio..capire che possono contare quel poco di luce che ti possono dare..un tempo limitato..anche una vita..ma non tutta un'esistenza..
Due magie..Il mare e la donna..
Cura per ogni destino e cuore che batte e respira..
Il mare e la donna..salvezza e strada..laddove il mare è senza strade..ma dove vi è la sola per l'eternità..
Fino alla fine dei giorni..dei nostri giorni..che sarà anche la fine del mare..
Se il mare avrà mai fine..

Mario


venerdì 15 febbraio 2008

Dentro gli Occhi


Seconda Parte
Le luci del teatro si spengono e il sipario si apre per la seconda volta quando il concerto riprende con “Questi fantasmi”..
Alla fine del brano Vecchioni rincomincia a parlare più “avvelenato” che mai..
“Dato che è scontato che al mondo non ci siamo solo noi..ma ci sono gli altri..soprattutto gli altri..bisogna pensare agli altri..Però qui metterei un distinguo..non proprio a tutti tutti tutti!..mi permetto di fare delle eccezioni..ci sono gruppi e persone singole che effettivamente son da evitare e che comunque io non riuscirei mai a frequentare..gruppi di tutti i tipi..vallette..vallettine..agenti di borsa..schizzati..Testimoni di Geova..contorsionisti politici..Moggi vari..tutta gente da evitare..Per quanto mi sforzi non riesco a immaginare che cosa potrei dire più di 30 secondi (30 son troppi)..con Briatore!..Non so nemmeno che mestiere faccia Briatore sinceramente..o con Calderoli!..cosa dico a Calderoli?..o all’inossidabile avvocato Taormina!..se c’ho da perdere qualche causa sono apposto..so benissimo dove rivolgermi!..Però la categoria più solennemente evitabile..prego tutti di farlo..è quasi una Crociata..è quella della Tribù Tim..perchè non ho mai visto tanti deficienti in una volta sola..ma il problema non è dei ragazzi..perchè gli fanno fare quelle cose i grandi..i ragazzi poverini non hanno colpa..però li mettono in sei su un’elefante a girare Roma..e gli dicono hai trecento sms gratis da mandare in giro..Ma chi cazzo li manda trecento sms gratis?!..a chi?!..come si fa a mandare tutta questa roba?!..a chi li mandi?!”..
Poi arrivano le (ironiche) stoccate politiche..
“Siamo in un mondo di fantasmi..di persone sconosciute..irriconoscibili..che però comandano..governano..sono sempre lì..
E’ nata ultimamente una nuova razza che io non so bene cosa siano..potete aiutarmi voi a capire..Si chiamano i moderati..Ora io conoscevo i fascisti..i comunisti..i cattolici..che avevano bene o male delle idee ben precise..Ah! e poi tra l’altro si gloriano anche di essere moderati..vanno in televisione..’Sa noi moderati!’..ma perché ti glori tanto di essere un moderato?..io sono rimasto al tempo in cui il moderato non beveva..non fumava e non scopava!!!..
Questi son tipi che se ti arriva a casa Claudia Schiffer dicono..No stà settimana ho già scopato..mi sono moderato..una volta basta!”..
“Ora di fronte a questa categoria fantasmatica..io vi chiedo..Io che ho cominciato questa tournè che era al Governo Paperino e la finirò con al Governo Zio Paperone..e che non so chi è peggio..Vi chiedo però i moderati no!..per favore!..piuttosto i fascisti ma non i moderati!..almeno so chi è il nemico!..
I moderati mi sconcertano..pensare di vivere in Italia con i moderati che non impegnano mai niente di nuovo..che si nascondono dietro l’angolo..e che qualsiasi cosa fai dicono..’No!è sbagliato!’..no no..questo no..vi prego..votate a destra o a sinistra ma non votate i moderati!”..
Alla fine degli applausi straconvinti introduce “Comici spaventati guerrieri”..
“Però c’è qualcuno che vale la pena..e sono i ragazzi..i giovani..I giovani non sono quelli sull’elefante..quelli sull’elefante sono la minoranza..I giovani d’oggi hanno un sacco di problemi..tantissimi..perchè l’Italia è un mondo di vecchi..governato da vecchi..che non mollano mai il posto..Ma non vecchi anagraficamente..anch’io sono abbastanza vecchio..mi va bene pure questa cosa..I vecchi proprio dentro..di pensieri di idee..di azioni..che non tentano mai niente di nuovo..che non danno mai fiducia..I giovani di fronte a una cosa di questo genere..quasi tutti i giovani si chiudono a riccio..Avete mai notato che i giovani non sanno esprimere i loro sentimenti?..non lo sanno fare perché se li nascondono..perchè la volta che li esprimono non vengono capiti..oppure vengono messi da parte..Tutti i giovani guardate..quelli di provincia..quelli di città..quelli dell’università..quelli che lavorano..hanno questo problema di fronte alle nostre reazioni..a parte che gli dicono ‘le abbiamo già sentite queste cose’..no..sono nuove..vanno ascoltate..perchè sono di tuo figlio..o di un ragazzo..che probabilmente ha da insegnarti tantissime cose sui sentimenti che tu hai dimenticato del tutto e completamente..Si nascondono..e nascondono i loro sentimenti come gatte gelose dei figli..io ho sempre avuto fiducia nei ragazzi..son quarant’anni che insegno..e da vicino li vedo grotteschi e comici..perchè diventano quasi ridicoli nelle loro reazioni..però sono spaventati..dal futuro..e quasi tutti loro hanno dentro ancora una forma guerriera con cui combattere..ed è una forma guerriera per il pensiero della vita..non certo per il pensiero della morte”..
La canzone mi piace tantissimo..forse perché infondo Vecchioni parla di tutti noi ragazzi schierandosi dalla nostra parte..con la nostra forza..le nostre debolezze..i nostri dubbi..le nostre paure..le nostre domande senza risposta e la nostra rabbia per un mondo storpiato..ingannato..tradito e massacrato..
La canzone che arriva immediatamente dopo mi fa battere il cuore allo stesso incedere delle percussioni che ne segnano profondamente il ritmo della musica nel riarrangiamento..”Dentro gli occhi” è un diamante di poesia..è una riflessione profonda sul trascorrere inesorabile della vita..e per me è anche una dedica..

“Un marinaio di vedetta di una nave da guerra avvista una luce a dritta..e avverte il Capitano..e subito mandano un messaggio..’Cambiate immediatamente la rotta d 20°’..e arriva la risposta..’Cambiatela voi la rotta di 20°’..il Capitano si incazza e rimanda il messaggio..’Io sono il Capitano..siamo in rotta di collisione..dovete assolutamente cambiare la rotta di 20°!’..e arriva subito la risposta..’Io sono un marinaio di seconda..però siete voi che immediatamente dovete cambiare la rotta di 20°’..il Capitano è fuori di se dalla rabbia..e manda l’ultimo messaggio..’Vi ordino di cambiare rotta!..Io sono una nave da guerra!’..e arriva la risposta..’E io sono un faro!” ..


Non si può fare a meno di ridere..ma subito Roberto sorridendo ci ferma..
“Non è che l’abbia raccontata così per farvi ridere..questa non è una barzelletta..è una parabola..perchè quel Capitano è il potere..Il potere non guarda..non sente..non vede..fa quel che vuole..non gliene importa che ci sia un ostacolo..non lo vede nemmeno l’ostacolo..non gli importa proprio nulla..Il faro no!..il faro è la gente..il faro è la verità..il faro è la storia..il faro non può cambiare..non può girare dall’altra parte”..
Poi va avanti presentando il prossimo brano..
“Era da tanto tempo che io volevo scrivere una canzone su un operaio..ma non la solita canzone..ce ne sono tante sugli operai..anche perché gli operai sono cambiati..non sono più quelli degli anni ’60..sono diversi..l’operaio di oggi non ce l’ha solo col padrone..ce l’ha anche con tante altre cose..ce l’ha anche con gli amici..che non capisce mai quali sono..o con quelli della sua parte..che altrettanto non si capisce quali sono..ce l’ha con tutti..e poi c’ha anche un handicap rispetto all’operaio degli anni ’60..quelli la avevano delle speranze per i figli..questi no..non ce le hanno proprio..quindi è cambiato proprio tutto”..
“E questo mio piccolo operaio dell’Alfa Romeo..e quindi di Milano..ha il sogno di poter portare qualcosa di più a sua moglie e basta..Gli sta sulle palle quello che fa..però lui dentro ha un grande amore per i ricordi..per la malinconia..per il passato..per quello che poteva essere e non è stato..e io questa canzone..anche perché era giusto..perchè Milano è la mia città..l’ho voluta scrivere in milanese..perchè così sembrava più toccante..con l’operaio che parla nel suo dialetto mi sembrava più vera..e le cose vere..sono quelle che arrivano più dritte al cuore”..
“Mond lader” vede qualche giro a vuoto sul cantato da parte di Vecchioni..ma glielo si perdona con un applauso spontaneo..lui gira per il palco ridendosela..ma poi si ferma e arriva “Gli Anni”..che viene eseguita con ancora più malinconia dell’originale nell’accompagnamento della voce del solo pianoforte della Biagini..
Al termine una signora dalla balconata grida a Roberto “Sei meraviglioso!”..e subito dopo in momento di silenzio dalla platea si sente “Sei forte papà!”..la gente ride..e Vecchioni guardando tra le prime file sorridendo sornione dice..”E’ mio figlio veramente quello là..Non so quale perché c’ho un esercito di figli”..
La “Viola d’Inverno” graffia l’anima..poi ”Stranamore”..(che mia sorella mi ha stranamente dedicato..sarà per la prima frase della canzone?) a cui viene tolta una strofa..
Uno spettatore gli chiede perché ha fatto una versione censurata..“Era troppo lunga..ho messo tutta una parte orchestrale..E’ già due anni che la facciamo così”..e sorride..
Ma per non fare questa strofa (fondamentale!) ci deve essere dietro ben più di un motivo musicale..


“E il primo disse "Ah sì, non vuoi comprare il nostro giornale?!"
e gli altri "Lo teniamo fermo tanto per parlare"
ed io pensai ora gli dico "Sono anch'io fascista"
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta”

E allora Vecchioni la spiega così..
“La risposta è qui..adesso te la leggo..rifaccio quella strofa lì qui..in questa cosa che dico ora..così sei a posto..sono dei versi di Fortini..e dicono in pratica le parole che dicevo allora e che sono state tolte”..

“Che queste parole siano scritte è necessario
che l’ora di mezzanotte dal campanile
batta nella nebbia fino alla pagina
fino al cervello dell’uomo seduto è necessario
è necessario che nessuno si addormenti
nulla sarà perduto ma anche se fosse
anche se non esistesse nessuna salvezza”

“Che in parole povere equivale a dire..Serve la poesia a cambiare il mondo?..risposta..no!..però bisogna continuare a farla”..
Quando percepisco le note iniziali della canzone che segue vengo pervaso letteralmente dai brividi..“Sogna ragazzo sogna” è la canzone che mi ha fatto amare Vecchioni nel momento stesso in cui l’ascoltai per la prima volta nove anni fa..
La prima strofa di “Milady” viene cantata da Vecchioni e dal pubblico all’unisono..
“Non lasciarmi andare via” è introdotta da parole che dire belle pare poco..“Arriva il momento che non ce la fai più..il momento che non vedi più niente..si chiama crisi..e capita a voi..capita a tutti..ci sono le crisi giovanili..le crisi senili..crisi..ce ne sono di tutti i tipi..La crisi è una brutta cosa..perchè tutto ti sembra falso..vano..ti pare quasi di avere combattuto una battaglia inutile se mai l’hai combattuta..per qualcosa..E’ il momento in cui tutto..sogni..speranza..desideri..svaniscono..Ti lasci prendere dal dolore..perchè è quasi un gioco lasciarsi prendere dal dolore..Il dolore è subdolo..si presenta molto bene..con un viso pulito..Soffrire a volte è un sottile piacere al contrario..e allora se ti lasci sopraffare dal dolore sei fregato..devi stringere i denti..cuore..anima..polsi..tutto..e aggrapparti a qualcuno..perchè è così che si fa..perchè la rabbia non guarisce mai..vincono sempre le stelle..perchè non siamo nati per il dolore..siamo nati per stare bene..siamo nati per essere felici..il dolore è una mancanza non è il contrario..io credo fortissimamente che dobbiamo essere felici..e allora si guarda fuori dalla finestra..e si da la mano all’unica persona che può tirarti fuori da questo guaio..da questo impiccio..da questa catastrofe..perchè lei sa che tu stai andando lì..ti stai perdendo..non credi più a niente..e solo lei può aiutarti..A rischio di sembrar retorico..direi che soprattutto ora lei può aiutarti..perchè solo lei può non lasciarti..Perchè lei è l’amore..e l’amore non ti lascia mai”..
E' la teorica fine del concerto..che Vecchioni evita rientrando quasi subito quando arriva il momento dei bis..
“Io resto qui..se è un po’ tardi per i moderati possono andare anche a letto”..
Canta “Figlia”..poi i due grandi classici di sempre..“Samarcanda” e “Luci a San Siro”..quest’ultima suonata solo al pianoforte..
Dopo lunghi e gioiosi applausi dice emozionato “Il primo ad essere felice sono io”..
E arriva per me un regalo inaspettato con “La bellezza”..suonata anch’essa solo al pianoforte e come sempre commovente e struggente nel suo parlre di amore..di morte..e di Venezia..
L’ultima canzone della serata è la sua “El bandolero stanco”..
Il finale è un abbraccio intensissimo..Il pubblico si alza tutto in piedi..a fatica riesco a vedere il palco e quello che succede..la standing ovation riempe la sala del teatro..Vecchioni è davvero felice..ci saluta commosso..con gli occhi da bambino..Infine si volta e si allontana uscendo dal palco..Le luci si accendono..come per incanto mi risveglio dal torpore per tornare alla realtà..ma con la consapevolezza che quello che si è appena concluso è stato senza alcun dubbio il miglior concerto che ho visto di Vecchioni..Tre ore dove ciascuno ha potuto fare nel tempo breve di una canzone il bilancio della propria vita..Un viaggio..una parabola..un percorso fatto di parole e note che si è dipanato attraverso l'intreccio indissolubile tra il “poeta” e noi..uniti per le mani e dalla comune voglia di ascoltare e comunicare..legati da un filo d’argento dal tema della rabbia e delle stelle..dei ragazzi..dei figli..delle donne e dell’amore..anche quello triste..ma pur sempre amore..Fuori la notte è scura..Cerco come sempre lo spicchio di luna color panna nel cielo blu di una carnevalesca Milano..La trovo adagiata su se stessa..come a cullarsi dolcemente..La osservo per un po..finchè sorridendole di rimando mi incammino anch'io dov'è il silenzio e verso l’inganno dell’aurora..preso dal desiderio e dalla voglia di una lontana ninna nanna..

Mario


domenica 10 febbraio 2008

L'Ultimo Spettacolo


Prima Parte
E’ una sera limpida e senza nuvole..con una luna alta in cielo che trasuda freschezza e malinconia quella che accoglie nella sua città..al Teatro Smeraldo di Milano..il ritorno del Professore..
Quando si spengono le luci della sala si accende la magia..Trattengo il respiro..è da tempo..tanto tempo..che aspettavo il momento di vedere..di ascoltare e di abbracciare Vecchioni.. Ancora una volta..
Il sipario verde e oro rimane chiuso quando partono le dolci note del pianoforte de “L’ultimo spettacolo”..e quando la voce di Roberto inizia a cantare lui fa il suo ingresso dalla sinistra del palco..Abito scuro e camicia bianca..mano sinistra in tasca..e il fascino di un Autunno bellissimo..
Vecchioni interpreta la meravigliosa canzone con la commozione che mi bagna gli occhi mentre ascolto la splendida voce che mi rapisce il cuore e lo porta in un posto che solo io conosco.. La scenografia si mostra al pubblico sul cambio di tempo e di tema della canzone..E’ semplicemente bella e curata nei minimi dettagli..con lunghi candidi veli bianchi a riempire gli spazi e tappeti orientali sotto ognuno dei componenti del suo gruppo di sempre..Lucio Fabbri (violino e chitarre)..Michele Ascolese (chitarre)..Fabio Moretti (chitarre)..Dino D'Autorio (basso)..Ilaria Biagini (voce,tastiere, fisarmonica, fiati) e Iarin Munari (batteria)..
Dopo un lunghissimo applauso carico di calore umano traspare fin da subito in Roberto tutta la tensione..la felicità e l’intensità emozionale a lunghi tratti struggente che lo accompagneranno per tutta la serata..
“Ne vedremo delle belle”..esordisce..
“Allora non era l’ultimo spettacolo questo..sembrava..ma non era così perché ce ne sarà un altro..un altro ancora..Non è mai l’ultimo..è sempre il terzultimo..il penultimo..il quartultimo..non è mai l’ultimo..l’ultimo non verrà mai..canterò anche dopo”..
A fatica Vecchioni riprende a parlare sommerso com’è dagli applausi..che lui del resto accoglie ogni volta con gioia..perchè è dal pubblico che lui trae la sua linfa e la sua energia..
“Non vedevo l’ora di cantare per quest’anno..avevo una grande nostalgia..Ho pensato io..ma di cosa parlava 'L’ultimo spettacolo'?..parlava di rabbia e di stelle..alla stessa maniera tanti e tanti anni fa..con la differenza che non ero consapevole allora..ora lo so..ora so cos’è la rabbia e so cosa sono le stelle..la rabbia di un poeta disilluso per quello che succede..e le stelle che sono poche..pochissime..ma sono soprattutto persone..perchè ci sono ancora delle persone meravigliose a questo mondo..per cui vale la pena di vivere..Un buon concentrato è qui davanti..tanto per non sviolinare..perchè è così..siete veramente così..sicuramente”..
Mentre il pubblico lo applaude con affetto sempre più crescente e lo ringrazia lui si toglie la giacca che getta via lontano..e arrotolandosi le maniche della camicia prosegue..
“Oh! io stasera non lo faccio metaforicamente..lo facciamo subito..mi metto a nudo..cioè non bado assolutamente alle emozioni..alle ansie..alle paure..anche alle gioie..anche alle rabbie..anche a certe invettive inconsulte..dico tutto..faccio tutto..non importa quello che succederà..perchè credo che si debba andare anche oltre alla sincerità oggi come oggi..dove tutto è nascosto..tutti fanno finta e tutti hanno maschere..e non solo..cambiano le maschere!”..
“Ho lottato..la disillusione..la stufaggine..questa mediocrità che vince sempre..ovunque..in qualsiasi modo..da tutte le parti..questo non essere niente..questo aspirare al successo che dura un secondo..questo mostrare culi e tette..questo mostrare imbecillità continua!..ma anche il culo e le tette del pensiero eh!..c’è chi l’ha lì il culo e le tette..Anche io in realtà ce l’ho lì..in altro modo!”..
Il pubblico ride..ma subito ritorna assorto e attento quando riprende a parlare..
“La buffoneria che in questi casi è inutile nemmeno che cominciamo a parlarne perché non è neanche il caso..perchè ormai siamo una barzelletta anche per noi stessi..non esiste..Eppure in tutto questo ci sono lampi..misteri..momenti in cui ti aggrappi a qualcosa che sono dietro le nuvole..però le vedi..Poi viene fuori che in un anno di lavoro e di gioia..perchè questo è stato un anno massacrante per me non soltanto per i fatti politici..anzi fosse solo per quello..invece per tante altre cose..ti viene in mente che devi dire qualcosa..devi dire di più..e allora mi è venuto fuori questo disco..’Di rabbia e di stelle’..che io amo è particolarmente..lo amo perché era tanto che non facevo un disco così pieno..così solido..così per sempre..forse..e il regalo che chiedo..e credo non sia molto in fin dei conti..è che lo amiate un po’ anche voi con me..perchè questo disco è un bambino..è il mio cuore..e se mi permettete anche un po’ il mio orgoglio..di essere cambiato pochissimo nel tempo..perchè chi cambia poco cambia tantissimo..chi cambia poco secondo me è veramente quello che va più avanti di tutti“..
Tra gli applausi assordanti Roberto presenta la seconda canzone della serata..
“E c’è l’amore in ‘Di rabbia e di stelle’..e iniziamo proprio con l‘amore..Iniziamo con l’amore che è di tanti tipi..di tante sfaccettature..C’è l’amore che inizia..l’amore che è a metà..l’amore che è in mezzo..l’amore davanti..l’amore dopo..l’amore alla fine..C’è l’amore che si indaga..si chiede..’Abbiamo ancora tempo per amarci?’..quale tempo?..tutto..in tutte le cose abbiamo bisogno di un tempo preciso..per l’amore abbiamo bisogno di un tempo specifico..e allora l’amore stanco..forse anche un po’ invecchiato si guarda allo specchio e si chiede quanto tempo gli resta ancora..per amare.."
"Buon concerto a tutti!”..
E parte “Tu quanto tempo hai”..una canzone che certamente Vecchioni non avrebbe potuto scrivere e cantare prima d’ora..e che forse chi non è segnato da molte primavere difficilmente può capire fino infondo..
“O forse un amore nascente?..perchè l’amore più bello è quello che nasce..quello che inizia..quello dei primi momenti..la scintilla..il lampo..quando incontri una ragazza..bellissima..cha ha una striscia..un filo intorno alla fronte..che la rende ancora più bella..e lei guarda fuori e ti indica che fuori c’è il mondo..e poi ti dice..’Scegli o me o il resto del mondo’..e tu ti chiedi perché devo fare queste scelte subito a vent’anni?!..ci sarà anche qualcosa di buono nel resto del mondo!..non ci sei solo tu!..e invece lei è categorica..’O me o il resto del mondo’..che è un po’ come il discorso di Troisi..’Vivere un giorno da leoni o cento da pecore’..in realtà si potrebbero anche vivere cinquanta giorni da orsacchiotti..che sarebbe evidentemente più bello..per lei e per il mondo..e invece non ci sono santi..e allora devi scegliere..e scegli lei..ma senza pentimento..perchè alla fine ti viene una frase..che è quella che sarà poi tua..è quella che hai detto per la prima volta a lei dopo tante fregature..le hai detto..Ragazza..vorrei da te un amore felice..grande..Come un amore infelice”..
E canta la bella e a tratti degregoriana “La ragazza col filo d’argento”..
Dopo “Canzoni e cicogne” legge..quasi reggendosi al microfono..una magnifica poesia di Jacques Prèvert..

“Per te amore mio”

“Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te amore mio..
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te amore mio..
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te amore mio..
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti amore mio..”

La scaletta prosegue con “O amore amore amore” e “Le lettere d’amore”..eseguita solo voce e chitarra..Poi “Vincent”..accompagnata sullo sfondo dalle immagini delle opere di Van Gogh..
Quando arriva il turno de “Le rose blu”..Vecchioni dice..“Adesso farò una cosa che non è nemmeno una canzone..è molto di più..ed è una cosa nata in un momento di grande sofferenza nella vita di uno dei miei figli..Non credo che esista al mondo un dolore più grande di vedere soffrire una persona che si ama..soprattutto se è un figlio..Te ne stai lì..ti chiudi..il sangue che scorre..i nervi si accavallano..i muscoli fermi..E allora mandi una preghiera che sembra una bestemmia..o una bestemmia che sembra una preghiera..all’unica cosa che pensi che ti possa ascoltare..che poi si chiama Dio..e devi dare a Dio tantissimo per avere in cambio qualcosa per tuo figlio..non gli puoi dare in cambio solo la vita..è troppo facile..e allora gli dai in cambio tutto quello che hai vissuto..che è differente..come se non avessi mai amato..mai sognato..mai cantato..mai visto una donna..mai visto un bambino..mai visto la Primavera..mai visto il mare..come se non fossi mai nato..oppure fossi nato ma come un lombrico..un verme..una schifezza di essere..e gli chiedi in cambio..per questo dare via tutto..quell’altra cosa..Perché arriva un momento che non te ne frega niente della bellezza della poesia..e i sogni..e di tutte le piccole cose importanti che hanno fatto la tua esistenza”..
La canzone è semplicemente stupenda..l’esecuzione lo si sente..è commossa più che in ogni altro pezzo..la voce è sofferta..spezzata..quasi gridata..Alla fine del brano si porta le mani al cuore..scuote la testa..sorride..e guardando in alto indica con gli indici delle mani il cielo..
Dopo lunghissimi e intensi applausi del pubblico..e dello stesso Vecchioni che applaude di rimando per ringraziarci tutti..stempera subito l’atmosfera ironizzando su se stesso nel presentare la canzone successiva ..
“E direi che dopo queste canzoncine da poco..queste canzoni piuttosto leggere..direi di passare ad una cosa seria finalmente..Facciamo una canzone seria dai messaggi politici-sociali-esistenziali..Se mi chiedessero su Marte che canzone volessi portare porterei questa sicuramente..questa che facciamo adesso..la prossima..che è la matura riflessione di un cantautore..il momento in cui ha dato il meglio di se..perdendo finalmente quelle scorie di mediocre centellinato qualunquismo..” E parte col mandolino tra il divertimento del pubblico “Voglio una donna”..
“Certo che passare così violentemente da 'Le rose blu' a 'Voglio una donna'..Mastella non è l’unico dissociato!”..
E qui gli applausi decisamente non si sprecano..ma non per Mastella di certo!!!..
Poi nell’introdurre “Il violinista sul tetto”..che si rifà alla canzone popolare e che parla del rapporto madre e figlio dice..
“Mia moglie per esempio che è una donna intellettuale e intelligente..quando deve pensare ai figli rincoglionisce..Devo dire che anche i miei figli sono un bel record di personaggi..perchè riescono a fare rincoglionire anche me e mia moglie..Mia moglie sempre la notte ad aspettare con gli occhi sempre strabuzzati sul soffitto questo disgraziato che non torna mai a casa..Poi a fare in giro cosa non si sa..e vabbè..che stia pure sveglia..vabbè..ma perché devo star sveglio io?!"..
“Mamma!..è la prima parola che dice il bambino..e lo dice venendo dal buio naturalmente..Mamma!..quindi è la mamma che deve stare sveglia la notte..mi direte..c’è la parità dei diritti..certamente io sono d’accordo..io sto sveglio di giorno e lei di notte!”..
Ci si aspetta che canti Ilaria Biagini con Roberto..invece sale sul palco a sorpresa Teresa De Sio..che interpreta la voce della madre..ballando e portando sul palco una ventata di ironia e allegria tipica del popolo napoletano ..
Al termine della canzone Roberto e la band lasciano il palco alla De Sio..che cantando la bella “Quando turnammo a nascere” chiude il primo tempo del concerto..
Un concerto fin qui ricco di emozioni..di musica..di poesia..di parole..di pensieri..di sogni..
e di amore..

Mario